Sicuramente
Andrea Iannone pensava di ottenere di più da questo fine settimana a Misano Adriatico. Nel test di fine maggio non si era trovato bene sulla pista romagnola, però sperava di fare dei progressi sfruttando i dati raccolti e il lavoro fatto "a casa" dal team Go Eleven. Purtroppo, i risultati sono stati al di sotto delle aspettative: settimo in Gara 1, quinto in Superpole Race e undicesimo in
Gara 2. Quest'ultima è stata particolarmente deludente.
Superbike Misano, l'analisi di Iannone
Il pilota abruzzese a fine giornata ha spiegato perché ha terminato il round in Emilia-Romagna con una performance negativa: "In Gara 2 abbiamo provato la nuova gomma posteriore portata da Pirelli. Abbiamo fatto esperienza, siamo curiosi. Quando non hai il passo per essere al top, provi di tutto. Abbiamo provato questa carta per oggi, per cercare di migliorare, ma purtroppo la situazione è peggiorata. È stato il weekend peggiore da quando sono tornato a correre, ho faticato in ogni sessione e in ogni gara. Comunque ho preso dei punti e non sono caduto, questo è importante. Scegliendo il pneumatico giusto sarei stato in top 10, lottando tra la quinta e la settima posizione".
Iannone ha ammesso che il fatto di essere in una struttura indipendente è inevitabilmente un fattore che lo condiziona, perché i tempi di reazione ai problemi sono diversi ed è più complicato trovare le soluzioni: "Difficile gestire la situazione in questo weekend, non abbiamo lavorato al meglio. Però è normale, siamo un team privato. Cerchiamo di dare il 100%, però siamo lontani da un team ufficiale quando ci troviamo in difficoltà. La differenza è grande ed è normale. Nelle prime gare ho fatto un miracolo, perché ero vicino ai primi e ho lottato per il podio. Quella non era la normalità. Oggi ho fatto un errore, mi sono preso la mia responsabilità per aver scelto una gomma diversa. Tutti avevano la SCX standard al posteriore, però ho voluto prendere un rischio e stavolta ho sbagliato".
The Maniac a caccia di miglioramenti
Andrea aveva capito già nel test che il round a Misano sarebbe stato molto impegnativo, anche se chiaramente aveva la speranza di poter fare i progressi necessari per essere competitivo: "Pensavo di essere più avanti e ovviamente puntiamo sempre al massimo, però per come era andato il test ero consapevole che sarebbe stato difficile essere vicino ai piloti ufficiali. Con le temperature alte pensavamo di poter migliorare, invece abbiamo sofferto ancora di più. Le abbiamo provate tutte e non sono riuscito a fare la differenza. La moto è stata difficile da gestire, non riuscivo a inserirla bene in curva e ho fatto diversi lunghi, perdendo diverse posizioni. Ero partito bene, però quando non ne hai non ne hai".
Anche se non corre per un team ufficiale, Iannone è convinto che in Go Eleven ci sia il margine per crescere in maniera importante nel corso della stagione: "Dobbiamo lavorare meglio in generale, fare degli step turno dopo turno. È qualcosa che ci manca, sia in termini di elettronica che di ciclistica. Non siamo riusciti a crescere su questi aspetti. Io non mi arrendo al fatto di non poter vincere perché non ho una squadra ufficiale e una moto ufficiale. Sono dell'idea che bisogna sempre puntare al massimo, ce la metto tutta. Ci sono cose che possiamo fare meglio, c'è un lavoro di squadra da fare e abbiamo il margine per crescere. Dobbiamo reagire".
Bautista e Ducati Panigale V4 R
Ducati fortissima nel 2023 con Alvaro Bautista, mentre nel 2024 sembrano esserci più problemi che The Maniac non può spiegare nel dettaglio: "Non posso parlare dell'anno scorso, perché ero sul divano. Vedo che Alvaro fa più fatica che in passato. Ha vinto due mondiali ed è sempre stato veloce. Lui ha anche un vantaggio grande accelerazione e velocità rispetto a noi, perché in totale penso abbia 16 chili meno di me come pacchetto moto-pilota. Questa non è una polemica, non mi interessa farne, però si tratta di un vantaggio gratuito. Quest'anno soffre anche lui".
Bautista ha fatto intendere che forse la Panigale V4 R è arrivata al limite, però Iannone crede che potrebbe esserci altro potenziale da tirare fuori dalla moto: "Non so cosa farò e dove sarò, ma se dovessi essere in Ducati mi piacerebbe pensare che la Panigale V4 R abbia ancora un margine di crescita. Non voglio buttare la spugna e dire che questa moto ha già fatto il massimo. Vedendo la mia situazione, dico che lavorando in un certo modo c'è ancora del potenziale da poter esprimere. Non sono al 100%. Però non è facile arrivare al livello dei factory team, lavorano in modo molto diverso".
Iannone: Superbike o MotoGP nel 2025?
Infine, una battuta su un eventuale ritorno in MotoGP, cosa che non è da escludere per l'anno prossimo: "Non si chiudono le porte, bisogna valutare molto bene le cose. Chi deve sapere le mie priorità le conosce. Ho detto che dopo Misano avrei iniziato a pensare davvero al mio futuro e questa sarà una settimana molto importante per me. La cosa buona è che ci sono delle opzioni buone in entrambi i casi. La verità è che io ho una priorità, vediamo cosa accadrà".
Nei giorni scorsi il pilota ha ammesso che vorrebbe un team ufficiale, cosa che in Superbike potrebbe avere se Alvaro Bautista si ritirasse al termine della stagione. Lo spagnolo forse deciderà solo dopo Donington se continuerà a correre oppure si farà da parte. Per quanto concerne la MotoGP, l'unica ipotesi è rappresentata da Prima Pramac Racing, dove il patron Paolo Campinoti vorrebbe ridargli un'occasione.