Giochi e collezionismo: quando le copie fisiche diventano un must

Racing Team
mercoledì, 16 luglio 2025 alle 10:35
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Se dovessimo trovare un'attività o un campo che non si svolga, almeno in parte, online ci troveremmo in seria difficoltà. Dall’amministrazione personale allo svago, tutto passa tramite la rete. Anche il gioco nei casinò è ormai dominato da nomi del calibro Xon.Bet, in grado di offrire un'esperienza reale ma con tutti i benefici che comporta la modalità virtuale: maggiore praticità, ampia scelta di giochi, offerte più vantaggiose e anche privacy rafforzata.
Ma che ne è della modalità fisica del gioco? Anche i videogame ormai passano prevalentemente attraverso il digitale: sembrano passati i tempi in cui guardavamo con fierezza la  nostra collezione fisica di giochi. In realtà, proprio in reazione al fenomeno di massa del digitale, è riemersa una certa nostalgia per le copie fisiche dei giochi. Ammesso che siano disponibili a un prezzo umano.

Le copie fisiche dei giochi stanno veramente scomparendo?

Prima di chiederci se la  versione fisica dei giochi scomparirà, dobbiamo prima ripercorrere il percorso che ha portato a questa domanda. Gli anni ‘80 sono stati il periodo del boom dei videogame, che ha marcato la differenza netta rispetto a una modalità di svago che oggi definiremo di un'altra epoca. Le sfide sono iniziate contro uno schermo, anche se in competizione con altri giocatori reali.
Il gaming digitale ha fatto il suo ingresso qualche anno dopo. Servizi come Playstation, Xbox e Nintendo hanno iniziato a offrire nei loro store online versioni che i gamer potevano facilmente acquistare e scaricare. I tempi erano cambiati: i pagamenti virtuali avevano già confermato il loro dominio e la praticità del digitale era ormai indiscussa.
Per entrambe le parti il mercato online si presenta fin da subito un'opportunità  da non perdere, prima di tutto per la convenienza: 
  • I giocatori possono accedere a librerie praticamente infinite di titoli che sarebbero aumentate ancora di più con i mercati secondari, accedendo a prezzi più convenienti rispetto alle versioni fisiche del gioco (anche se non sempre). Basta quindi entrare in uno shop online, selezionare i titoli, acquistare e iniziare subito il divertimento senza dover attendere la consegna o addirittura doversi recare in un negozio;
  • Per i provider dei giochi vuol dire aumentare le vendite e diminuire i costi di produzione: smantellato il supporto fisico, rimane il cuore del gioco. Inoltre, la maggiore disponibilità e facilità di acquisto porta inevitabilmente a comprare di più. La versione digitale può essere facilmente aggiornata eliminando eventuali bug e aggiungendo nuovi contenuti, anche a pagamento aumentando la monetizzazione e la qualità finale del servizio offerto. E poi c'è anche la possibilità di salvare in cloud i game acquistati da ogni giocatore, che può quindi accedere alla sua libreria da più dispositivi.
Visti i tanti vantaggi che derivano dal digitale, è facile immaginare che la versione fisica dei videogame abbia avuto un calo notevole di popolarità, soprattutto agli inizi del trend. Come però è accaduto anche in altri settori, dopo qualche tempo è tornato a farsi sentire un certo sentimento nostalgico, che guarda con rimpianto alle vecchie collezioni fisiche dei giochi. Con tutto il loro fascino.

Reale vs virtuale: una sfida ancora aperta

La versione fisica dei videogiochi è in declino? La risposta in prima battuta è che in effetti il digitale ha superato di parecchio la corrispondente variante reale, anche per una serie di motivi complementari:
  • Il costo della produzione e della distribuzione delle copie fisiche è sicuramente più elevato dei download. Dietro a una versione reale di un videogame c'è un processo di produzione e di distribuzione che assorbe non sol costi diretti ma anche organizzazione e personale;
  • Molti negozi fisici hanno chiuso le loro porte, un po' come è avvenuto con i VHS negli anni 2000. Di conseguenza uscire per visitare un negozio di videogame è più complicato rispetto a qualche anno fa, quando l'acquisto fisico era l'unico modo per acquistare un videogame;
  • Negli ultimi anni sono anche sorte preoccupazioni di tipo ambientale: tutto ciò che è fisico comporta un consumo di materie prime e anche una maggiore produzione di rifiuti da smaltire.
Tutto questo non vuol dire però che le copie fisiche siano del tutto in declino. 
Paradossalmente la loro  rarità, sempre maggiore, ha innescato una sorta di ricerca del prodotto fisico, soprattutto da parte degli appassionati. E come sempre avviene quando un bene diventa poco reperibile, il suo costo aumenta, innescando un circolo virtuoso: lo stesso oggetto diventa ancora più cercato perché costoso e più esclusivo da mostrare.

Cosa ci riserva il futuro?

Quanto visto finora ci porta a concludere che il futuro vedrà molto probabilmente una coesistenza delle due copie dei videogiochi: una digitale e l’altra fisica. Potremmo ad esempio assistere a giochi digitali con una corrispondente versione fisica, che potremmo definire deluxe, ovvero dedicata agli appassionati.
Un'altra tendenza in crescita, non solo nel settore dei videogiochi, è la crescita del mercato vintage o retrò, che si ispira o riprende direttamente i giochi degli anni ‘80 e ‘90. Questa nicchia di mercato apprezzerebbe sicuramente la versione fisica del gioco, da aggiungere con orgoglio alla propria libreria e da mostrare, anche tramite i social.
Starà poi alle capacità di marketing dei produttori degli sviluppatori riuscire a creare il mix perfetto tra tradizione e innovazione, cercando di fondere il più possibile due lati della stessa medaglia 

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