Non serviva una beffa simile per mettere in luce l'irrazionalità del regolamento
Superbike. Nella prima sessione dopo il "taglio" di giri imposto alla
Ducati, le quattro V4R in pista sono risultate le più veloci alla rivelazione della top speed. I valori sono indicati nella tabella qui sotto: Chaz Davies è transitato a 295,1 km/h, poco meno per Alvaro Bautista, ma sono incollate anche le Ducati "satellite" di Eugene Laverty e Michael Rinaldi. Che, per inciso, ha girato oltre quattro secondi più piano di Rea ed è solo 17° in classifica generale.
Qui cronaca e risultati delle prime libere.
REA BECCA 5 KM/H MA NON CONTA
La Kawasaki del campione del Mondo è transitata a 290,3, più lenta delle ZX-10R di Leon Haslam e Toprak Razgatlioglu. Scarsi progressi per la BMW, nonostante abbia potuto montare l'alimentazione con comando sdoppiato dei corpi farfallati, in virtù delle "concessioni" regolamentari. Tom Sykes non è andato oltre 288, peggio ancora l'altra S1000RR di Reiterberger. Nonostante il gap velocistico, Rea è stato il più veloce in tre settori su quattro, ed è in vantaggio su Bautista in tutte le zone della pista.
REGOLAMENTO DA CAMBIARE
Il regolamento tecnico
Superbike è sbagliato su tutta la linea. Intanto come filosofia, perchè in un Mondiale non puoi stabilire "per legge" l'equilibrio tecnico: è chiaro che chi progetta meglio e si impegna finanziariamente di più (leggi:
Ducati) alla fine stia davanti. Tra l'altro dicono che l'algoritmo che controlla la parità sia studiato per escludere il fattore pilota, ma è un dato di fatto che - ad oggi - siano in pista due piloti (Bautista e Rea) di una spanna superiore agli altri. Anche le modalità di riequilibrio sono inefficaci: 250 giri motore più o meno, su oltre 16.000, sono ininfluenti. Specie su tracciati come Assen dove i piloti vanno a tutto gas per pochissimi secondi ogni giro. Sono considerazioni quasi banali, ma vallo a spiegare a chi fa le regole. Inoltre uno dei cardini del successo dei campionati per derivati dalla serie è la stabilità regolamentare. Ma nel Mondiale, negli ultimi anni, è una continua girandola di cambiamenti che alla fine creano solo confusione.