Rientro da incubo, Stoner si frattura e va in fumo il sogno Honda

Paolo Gozzi Blog
domenica, 26 luglio 2015 alle 4:54
Era sembrato che Casey Stoner l'avesse combinata grossa, invece è stata la Honda a tradire lui. Il gran ritorno doveva essere il jolly Honda per sbancare la 8 Ore di Suzuka e battere l'ambiziosa Yamaha, invece i piani sono andati in fumo per un terribile incidente dopo cinque giri e mezzo di corsa, appena 32 chilometri. Dodici ore dopo l'incidente Honda HRC ha ammesso che si è trattato di un problema tecnico, l'acceleratore rimasto aperto di 26 gradi. Comunque un rientro da incubo 987 giorni dopo il ritiro. Il due volte Mondiale della MotoGP si è fratturato la tibia sinistra e la scapola destra. Ma poteva andargli molto peggio. "Si è bloccato il comando dell'acceleratore" aveva fatto sapere il pilota via Twitter dal centro medico. Shigeki Honda, team manager Honda, inizialmente aveva escluso responsabilità: "Casey stava guidando in maniera aggressiva per migliorare la posizione, la caduta è stata spiacevole." Nessun cenno a ipotetici problemi. Poi, in un balletto di comunicati emessi e poi ritirati, la HRC ha finalmente ammesso che il pilota aveva ragione: il disastro non è stata colpa sua. Ma adesso potrebbe vacillare la posizione di Suhei Nakamoto, il capo HRC che ha spinto fortemente per portare Casey alla 8 Ore.
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SECONDO STINT – Stoner aveva appena dato il cambio a Takumi Takahashi, tre volte vincitore della gara mito della durata, cui era stata affidata la delicata fase della partenza. Compito assolto alla grande: al momento del botto, cioè dopo la prima girandola di pit stop, la Honda 634 comandava la corsa con cinque secondi sulla gemella schierata dalla satellite FCC TSR e 6”5 sulla Yamaha ufficiale scattata dalla Superpole. Stava andando tutto alla perfezione quando nella veloce destra prima dell'Hairpin Stoner ha perso l'avantreno, finendo largo nell'erba e volando via. Moto e pilota hanno sfiorato il guard rail, in quel punto a tre metri dalla pista, travolgendo le balle di protezione. La CBR-RRW si è impuntata e carambolando tre volte è atterrata in mezzo alla curva successiva. Stoner si è fermato nel prato antistante, con la spalla rotta e la gamba spezzata. Ma anche se fosse rimasto incolume sarebbe stato impossibile portare la moto distrutta al box per la riparazione. Non finire la 8 ore per i giapponesi è un'onta forse peggiore di non vincere.
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SAFETY CAR – La corsa è stata neutralizzata con l'ingresso in pista della safety car per rimuovere i rottami. Stoner è stato trasportato nell'infermeria del circuito dove gli esami radiografici hanno dato il pesante responso. Le serrande del team Harc Pro si sono mestamente abbassate. Negli anni scorsi la HRC schierava almeno due moto gestite direttamente (se non di più), stavolta avevano puntato tutto su Stoner, ma non gli ha messo in mano una moto affidabile. Un errore pagato a carissimo prezzo. Ironia della sorte: la Honda distrutta ha interrotto il folle volo proprio nella stessa curva dove cadde Valentino Rossi nella sfortunata avventura 2000. Ma l'anno dopo, sempre con la Honda HRC, si prese la rivincita trionfando (unico italiano) tra due ali di folla impazzite. Casey difficilmente avrà una seconda opportunità.
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