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Sono otto mesi che non vado in moto, sarà solo una presa di confidenza. Non mi aspetto nulla, anzi sarà dura” ci ha detto stamane
Max Biaggi, a meno di 24 ore dal test al
Mugello con la Ducati GP13 del team Pramac.
Guardandola da punto di vista MotoGP l'operazione Biaggi-Ducati è tecnicamente poco comprensibile per tutti i motivi già sviscerati subito dopo la conferma ufficiale. “
Vogliamo solo esaudire il desiderio di un grande campione di provare la nostra moto” ha spiegato
il general manager Paolo Ciabatti.
Sarebbe bello e romantico, se la Ducati vincesse. Invece, in questo momento, è ai margini della MotoGP e sta andando alla deriva in Superbike. L'obbiettivo era far vedere al Mondo quant'è bella e veloce la Panigale 1199R, la nuova ammiraglia della produzione, ma finora è stata una delusione dopo l'altra. Ricapitolando:
la Ducati che neanche un mese fa ha rinunciato ad affidare la Superbike a Max Biaggi, adesso lo manda in pista al Mugello sulla MotoGP. Per gioco. Voi ci capite qualcosa?Se in MotoGP
Andrea Dovizioso ha prodotto almeno qualche sprazzo incoraggiante, la Superbike piange. Domenica a
Portimao la Ducati torna nella mischia reduce dalla disfatta nel precedente round di Donington, un tracciato favorevole alla bicilindrica (17 vittorie). La squadra più titolata di sempre (31 Mondiali) è fisicamente a pezzi.
Carlos Checa (41 anni) non ha corso a Monza e ha gettato la spugna anche in Gran Bretagna dopo una gara uno calvario conclusa al quart'ultimo posto, 31 secondi dietro il vincitore Tom Sykes. Ancora nessuno ha capito (neanche il pilota...) che problema ci sia alla spalla sinistra. Da fuori c'è il sospetto che l'infortunio abbia qualcosa in comune con quello che sta tenendo in panchina da parecchio tempo l'americano Ben Spies, proprio il titolare della GP13 che proverà Biaggi. La Ducati non può certo aggrapparsi all'ultimo arrivato
Ayrton Badovini che, tra una rovinosa caduta e l'altra, in cinque round non è mai andato meglio del nono posto.
La Ducati Superbike è senza piloti ma da fuori sembra che la Panigale sia una moto progettata male che non andrà mai forte. I dati però dicono ben altro. L'unica volta che Checa ha guidato fisicamente integro, cioè nell'apertura di Phillip Island,
la Ducati ha stracciato tutti in Superpole distruggendo il primato con 1'30”234. Con questa prestazione lo spagnolo sarebbe partito in prima fila con il terzo tempo nella MotoGP dell'ottobre scorso, accanto a
Casey Stoner (Honda) e Jorge Lorenzo (Yamaha). In gara Checa è caduto finendo in ospedale, poi si è rifatto male con il kart e da lì non è stato più lui. Una moto “sbagliata” non gira in 1'30” a Phillip Island neanche se la guida un marziano. La stessa Panigale, in configurazione
Superstock (meno elaborata) guida la Coppa del Mondo under 26 con Niccolò Canepa e il campionato italiano Superbike con
Eddi La Marra. Okay, in queste categorie la concorrenza non è quella del Mondiale, ma se il progetto non funzionasse non vincerebbe neanche a livelli di competizione più bassi.
Il problema quindi non è la moto, bensì Checa che non è a posto fisicamente. A
Portimao lo spagnolo ha vinto nel 2011 (festeggiando il Mondiale), anno scorso ha fatto secondo. Stavolta sarà tanto tanto se riuscirà a partire, quindi non vi stupite se anche in Portogallo vedrete la Panigale andare a fondo.
La Ducati è a un bivio: deve scegliere se aspettare che Checa recuperi una forma accettabile (ma fra quante gare?), oppure puntare subito su Max Biaggi. Che è libero, in perfetta forma e con tanta voglia di fargliela vedere a tutti. Per l'ennesima volta. Dopo Portimao il Mondiale si ferma per due settimane, ci sarebbe tutto il tempo per preparare il ritorno ad Imola (30 giorno). T
ra una settimana Biaggi potrebbe tornare al Mugello non per sfizio, ma con un obbiettivo preciso: riportare la Ducati Superbike dove merita.