Marco Melandri avanti con la MotoGP. Per adesso…

12 febbraio 2015 - 8:45

Nessuna rivoluzione in vista, niente ritorno-lampo in Superbike. Marco Melandri resta la bandiera del progetto Aprilia MotoGP. La gestione sportiva vuole andare avanti così. E’ la soluzione più facile perchè cambiare i piani nei due Mondiali a ridosso della partenza Superbike (22 febbrio a Phillip Island) e nell’imminenza del prossimo test MotoGP a Sepang (23-26 febbraio) sarebbe stato quasi impossibile. Ma anche quella più “politically correct“: Melandri aveva un biennale per la Superbike e voleva restarci per puntare al Mondiale, chi all’interno dell’azienda lo ha spinto nell’altra direzione mantiene ferma la posizione. Tutto risolto? Affatto, la crisi è solo nascosta sotto al tappetto.

DA ZERO – Melandri tornerà in Malesia col fardello dei 4”7 dai migliori e 1”7 incassato dal compagno di squadra Alvaro Bautista e per tentare di uscire dalla crisi ripartirà da zero. Stavolta girerà con la RSV4 Superbike, una moto che conosce bene, in modo che possa adattarsi alle coperture Bridgestone senza ulteriori variazioni tecniche. Tutto in attesa che in reparto corse risolvano i problemi di gioventù della RS-GP bocciata nella prima uscita anche da Bautista. Il problema maggiore di Marco è l’ingresso in curva, la velocità è drammaticamente più bassa di quella che dovrebbe essere. “Freno in anticipo perchè non mi fido, datemi una moto che tiene e poi ci penso io” ha ripetuto fino allo sfinimento nelle dure giornate del precedente test. Quali siano i margini di miglioramento di un pilota apparso sfiduciato e demotivato fin dagli assaggi di Valencia e Jerez è difficile da dire. L’Aprilia è convinta di poterne uscire, vedremo cosa dirà il cronometro.

SMARRIMENTO – Il rientro anticipato di un anno non è stata una pazzia, il senso tecnico c’è. L’intenzione è collaudare nel contesto più impegnativo, i GP, alcune delle soluzioni che verranno utilizzate nel progetto 2016, che sarà una MotoGP “vera” e non una derivata dalla serie come le attuali ART (Aprilia Racing Technology) e RS-GP. Le capacità del reparto corse veneto sono induscusse ed è molto probabile che il piano dia buoni frutti. Ma nella migliore delle ipotesi sarà una crescita lenta, un lavoro orientato al medio termine. Il vero problema è che Melandri è il pilota sbagliato per un’operazione come questa. Per almeno due ragioni: 1.Marco è un top rider, quindi calamita l’attenzione: se nell’apertura in Qatar arriverà quindicesimo tutti parleranno di crisi, di pilota bollito, di testa fragile. Invece, dal punto di vista tecnico, sarebbe un risultato coi fiocchi. 2.Melandri è un pilota molto esperto e velocissimo se tutto è perfetto. Se c’è qualche problema si perde e non torna più su. Ha rischiato di smarrirsi anno scorso con la RSV4, sette Mondiali in cinque stagioni, figuriamoci adesso che guida la MotoGP più in ritardo di preparazione. Quindi: il progetto è okay, la scelta del pilota è sbagliata. Andare avanti così è solo accanimento. Spero di sbagliarmi.

PRESSIONE – Il caso Melandri peserà anche sul debutto di Leon Haslam e Jordi Torres in Superbike. Aprilia ha rivoluzionato la formazione, via il campione del Mondo Sylvain Guintoli e Marco Melandri. I test sono andati molto bene (Leon) e discretamente (Jordi). Nonostante il nuovo regolamento e lo schieramento più  agguerrito di anno scorso, la RSV4 RF può fare grandi cose. Haslam non vince dal 2010, è da vedere se sarà da Mondiale ma qualche gara a casa la porterà. Ma se a Phillip Island, una pista favorevilissima, qualcosa andasse storto e i risultati non fossero all’altezza? Sarà scontato fare due più due: manca Melandri…

FANTASIA – Nei panni dell’Aprilia io avrei riportato Marco in Superbike senza pensarci un attimo. In MotoGP Aprilia partirà per giocarsi un posto tra il decimo e il quindicesimo (bene che vada…) e un pilota giovane, grintoso e di buone qualità come Alvaro Bautista avanza. L’altro poteva tranquillamente essere un Jordi Torres da far girare senza alcuna pressione né per lui né per la squadra. Melandri di ritorno in Superbike avrebbe avuto tutta la pressione su di sé. “Okay ragazzo, ti abbiamo accontentato per l’ennesima volta: adesso hai la moto che desideri e puoi giocarti il Mondiale. Facci vedere…” Comunque fosse andata, Aprilia ne sarebbe uscita alla grande. Cambiare i piani a dieci giorni dal via sarebbe stata una pazzia molto affascinante, di quelle che piacciono agli appassionati. Poteva diventare  una memorabile pagina di sport. Altrimenti, colpa di Melandri. Invece, avanti così, è l’azienda che ha di nuovo la patata bollente in mano.

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