Intendiamoci, fare le carte alla MotoGP dopo 45 minuti è come indovinare chi vince il campionato nel riscaldamento della prima partita. Ma se vedi Marc Maquez accarezzare il record di Losail e ripartire davanti, un'idea te la fai. Il Piccolo Cannibale è sempre là, come se il tempo si fosse fermato a due anni fa, incurante della rivoluzione scatenata dalla gomma extrasoffice a disposizione dei piloti “open”. Che ha mischiato le carte in classifica dando una bella spinta ai pacchetti pilota-moto di seconda schiera. La debuttante Suzuki è addirittura terza in scia alle Honda, nonostante il visto gap in rettilineo, mentre il "cinghialino" Danilo Petrucci ha acciuffato il sesto tempo: la Ducati di due generazioni fa è andata meglio, sul giro secco, dell'attesissima GP15 di Andrea Dovizioso settimo e Andrea Iannone solo decimo. Valentino Rossi apre la ventesima avventura con un nono posto, lontano dalle due Honda e pure dal compagno Jorge Lorenzo.
VALE DIESEL – In teoria il nono posto inziale non preoccupa, in Qatar 2014 Rossi scattò decimo e riuscì a rendere la vita difficilissima a MM93 fin sotto la bandiera a scacchi. Conta il passo, okay. Però bisognerà stare attenti alla qualifica perchè ci sono almeno sette-otto piloti che con la gomma extrasoft esclusiva degli “Open” e dei ducatisti possono catapultarsi nella top ten dello schieramento. Partire oltre la terza-quarta fila significherebbe pregiudicare il GP e con l'attuale situazione gomme ci vorrà l'occhio della lince per evitare imboscate. “Sono qui da vent'anni, ormai faccio l'Università” ha sorriso Vale. Ma gli esami non finiscono mai.Loading