In giornate come questa è difficile raccontare la Superbike. Cominciamo dal Marco Melandri al settimo cielo dopo la strepitosa vittoria per sette millesimi nella gara più bella dell'anno o dal Marco Melandri in lacrime per colpa della gomma difettosa che ha affondato la Bmw in una corsa monologo di Eugene Laverty?
Dal 1988 è successo spesso che la rivincita ribalti completamente il primo verdetto di giornata. Chi ha perso torna a ruggire e quello che prima sorrideva abbracciato alle miss si ritrova con un pugno di mosche.Tutta colpa delle due manche se stasera non abbiamo né un vincitore né uno sconfitto. Sembra una banalità, invece è il sale di ogni sfida sportiva che si rispetti. Trionfi esaltanti e rovesci clamorosi fanno sognare, discutere, soffrire. Sentimenti di cui il pubblico si nutre e che fanno del semplice risultato sportivo qualcosa che ti resta dentro. Suscitando emozione, coinvolgimento, trasporto. Grandi vittorie o grandi sconfitte, è così che lo sport diventa mito.
Invece, con le due manche, la Superbike resta nel limbo. Come in Portogallo: Melandri e Laverty hanno vinto una gara a testa, e poco importa se nell'altra abbiano pianto. Guintoli ha preso paga due volte ma è quello che alla fine ci ha guadagnato. Contenti tutti.
Agli appassionati duri e puri guai a toccargli le due manche, neanche fossero scritte nelle Tavole della Legge. Dicono che due gare siano l'anima del campionato, che la gara secca sia roba per quei fighetti della MotoGP. Che con due manche ci si diverta di più. Si, e allora perchè non farne tre? Sai che bello: tre partenze, tre vincitori, magari diversi, tre classifiche. Figo, no?
No, non è figo. Se in Portogallo ci fosse stata una sola gara, domattina nei bar, con la Gazzetta in mano, la gente avrebbe commentato la rimonta Mondiale di Melandri. Invece vai a spiegare al grande pubblico che si, Marco ha vinto, ma a conti fatti ci ha rimesso. Perdendo terreno in campionato. E' una storia troppo complicata per sfondare. Sui giornali e anche in TV.
E allora che si fa? Semplice, dal prossimo anno si corre una gara sola. Magari con il pit stop obbligatorio, come succederà comunque la prima volta che si mette a piovere, e in Portogallo ci siamo andati vicini. Tra l'altro costa pure meno. In una Superbike che sta spaccando il capello in due per trovare la via di risparmiare qualche euro, non si capisce perchè non si parli di ridurre i costi correndo esattamente la metà della gare.