La Dorna sta studiando come riportare il grande pubblico sui circuiti del Mondiale Superbike. Ma ho forti dubbi che qualche spettacolino nel paddock siervirà. La soluzione è più semplice: rimettiamo in pista Kevin Schwantz, Max Biaggi e Troy Bayliss! Tranquilli, non ho preso un colpo di sole. La ricetta è già stata sperimentata alla 8 ore di Suzuka dove il ritorno di Schwantz nelle ultime due edizioni ha raddoppiato gli spettatori.
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A SUZUKA FUNZIONA – La 8 ore è la gara di moto più importante del Giappone. Nel 2001, quando vinse Valentino Rossi sulla Honda in coppia con il texano Colin Edwards, c'erano 160 mila spettatori. Ma ultimamente era caduta in disgrazia: nel 2012 appena 15 mila presenze, nonostante il consistente impegno ufficiale dei quattro colossi nipponici. C'erano le moto, mancavano le stelle: un pò come nella Superbike. Così la Suzuki si è inventa il ritorno di Kevin Schwantz, 50 anni compiuti il 19 giugno scorso, iridato della 500GP nel 1993. Si è ritirato nell'ormai lontano 1995 coi polsi distrutti e da allora faceva l'ambasciatore Suzuki. Kevin ha una scuola per piloti e non vedeva l'ora di riprovarci, così non se l'è fatto dire due volte. L'anno scorso è finito al terzo posto, pur concedendosi un solo turno di guida, 50 minuti in tutto. Bastavano. Perchè Schwantz, tutto cuore è coraggio, era amatissimo quando correva ma è un idolo ancora oggi. In precedenza gli organizzatori giapponesi avevano tentato di riportare interesse chiamando nel paddock attori e cantanti famosi. Ma il pubblico se ne frega delle comparsate, vuole vedere i campioni. E Kevin, anche a 50 anni, lo è. Quest'anno la 8 ore h fatto registrare 62 mila presenze, il top da cinque anni a questa parte. Allora dico: se funziona alla 8 ore, perchè non può funzionare nel Mondiale Superbike?
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RIPORTARE ANCHE MAX E TROY – L'idea è semplice: le Case potrebbero riportare in pista le rispettive icòne a rotazione: in un paio di GP corre Schwantz con la GSX-R, in altri due Max Biaggi con l'Aprilia RSV4, poi tocca a Troy Bayliss sulla Ducati Panigale. Stiamo parlando di tre assi ancora in perfetta forma, specie Max e Troy, che non vedono l'ora di ributtarsi nella mischia. Non serve che vincano o facciano chissà cosa, basta ci siano. Schwantz nell'ultima 8 ore non ha fatto neanche un giro perchè il suo compagno d'avventura Nobuatsu Aoki è caduto dopo appena 5 giri, undici minuti di corsa. Ma in prova non era andato affatto piano, circa due secondi dai tempi top. Suzuka è lunga oltre 5,8 chilometri, quindi sulle piste “normali” potrebbe ancora essere da top ten, o giù di lì. Gli altri due, non ne parliamo: Biaggi, 43 anni, e Bayliss, 45, sicuramente non arriverebbero ultimi. Biaggi fa il tester Aprilia e due volte la settimana gira con la Supermotard. Bayliss ha appena vinto 5 titoli australiani nel fuoristrada. La partecipazione spot, da stelle assolute, non mettererebbe alcuna pressione. Nessuno ha chiesto a Kevin di vincere la 8 ore.
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NON SOLO LORO – Tra l'altro tutte le Case hanno qualche vecchia gloria ancora a libro paga. In Kawasaki c'è Akira Yanagawa, che a 43 anni fa il tester e corre sempre fortissimo. Al grande pubblico magari è un nome che dice poco, ma per gli appassionati è un'altra pietra miliare della storia SBK. Akira tra fine '90 e primi anni 2000 è stato per otto stagioni pilota ufficiale della verdana, un grandissimo pilota vincitore di tre GP e 23 podi all'attivo. Alla 8 ore c'era anche lui, e ha fatto tempi strepitosi, dichiarando che forse sarebbe stata la sua ultima volta in pista. Forse. Rivederlo per un paio di gare sulla ZX-10R nello stesso box dell'iridato Tom Sykes non sarebbe fantastico?
Dorna e Case, riportate in pista i vecchi draghi e il pubblico tornerà.