Bayliss è tornato, adesso provate a farlo scendere

20 marzo 2015 - 12:17

Troy Bayliss, 46 anni la prossima settimana, prima li ha seminati quasi tutti, poi cominciato a studiare il cronologico dei sei davanti per capire dove e come attaccarli. Perchè Bayliss è andato molto più forte del già superlativo settimo tempo, lo dicono i dati elencati qui sotto. La Ducati tempo fa ha annunciato che Troy corre in Thailandia, poi si vedrà. In realtà si è già visto tutto. Adesso provate a farlo scendere…

PROGRESSIONE – Nel turno del mattino, i primi giri della Superbike su questo fantastico tracciato, Bayliss ha segnato il 14° tempo in 1'36”909, staccato di 1”905 da un Jonathan Rea sempre velocissimo a interpretare le novità. Guidava molto aggressivo, la Panigale dava l'impressione di essere un po' nervosa. Il passivo è stato pesante ma solo perchè Troy non è riuscito a mettere insieme il giro perfetto. Nella lista degli ideal time, cioè la somma dei quattro migliori settori, guadagnava tre posizioni e 507 secondi. Gli era rimasto particolarmente indigesto T4, praticamente solo l'ultima curva, dove lasciava mezzo secondo al solito Rea. Nel pomeriggio ha cambiato assetto e la prestazione è migliorata di schianto: 1'35”690 ad un secondo netto di ritardo dal primo, Alex Lowes.

GOMMA USATA – Anche nella sessione pomeridiana, con 37°C nell'aria e 58°C sull'asfalto, Bayliss nell'ideal time guadagna una posizione e ben 412 millesimi. Significa che il potenziale di miglioramento è spettacolare e che la possibilità di acciuffare il compagno di squadra Chaz Davies, terzo di giornata con 1'35”288, è molto concreta. Il bello è che Bayliss ha ottenuto il giro veloce di giornata con una gomma da undici giri, cioè più di metà distanza delle due gare (venti ciascuna). I sei davanti invece hanno fatto il tempo con coperture fresche, da uno-due giri massimo, Lowes incluso. Nelle 18 tornate compiute TB21 è sceso due volte sotto il muro di 1'36”, contro 11 di Rea – di gran lunga il più incisivo sul passo – 6 volte Davies e Haslam, 5 a testa Lowes e Sykes. Nell'ideal time  quelli davanti hanno margini di un decimo al massimo, a parte Sykes che ne ha lasciati tre. Significa che TB21 ha il potenziale per giocarsi il podio, o qualcosa di molto simile.

EMOZIONE – A questo punto bisogna ricordarsi che per il Mito oggi era la quarta giornata in sella alla Panigale presa in mano un po' per scommessa e un po' per pazzia nel week end del GP d'Australia. Sulla pista di casa Troy aveva percorso 457 chilometri (257 in tutte le prove, 200 in gara), più i 38 di oggi (173 km) fanno 630, l'equivalente di un giorno e mezzo di test invernali. Rea, Skyes, Haslam e il compagno Davies hanno alle spalle, oltre al GP d'apertura, anche un intero precampionato, circa dieci giornate di pista senza la pressione del cronometro e degli avversari. Questo rende bene l'idea dell'impresa che Troy Bayliss sta compiendo.

A QUESTO PUNTO – Dopo l'Australia la Ducati non era molto convinta di confermare Bayliss, c'erano pressioni fortissime per far correre lo spagnolo Xavi Fores, cocco del team 3C, costola da corsa Audi. E tanti altri pretendenti si erano fatto avanti. Al momento della scelta Fores ha avuto il coraggio di lamentarsi criticando il poco spazio per i giovani. Per la cronaca Fores ha 29 anni. “ A questo punto è chiaro che Troy dovrà essere confermato almeno per gli ulteriori due GP d'assenza del titolare Davide Giugliano, cioè Aragon (12 aprile) e Assen (19 aprile). Dopo ho il forte sospetto che nascerà il problema di schierare una terza moto, ma ci sarà tempo per parlarne. Intanto gustiamoci questo sogno. Siamo sicuri di essere tutti svegli, vero?

Seguitemi su Twitter: https://twitter.com/PaoloGozzi1

Facebook: https://www.facebook.com/paolo.gozzi.54

1 commento

AlfonsoGaluba
9:03, 20 marzo 2015

Sig. Gozzi ma di tal Ireneusz Sikora pilota 45enne che corre in thailandia con la BMW del team toht, non dice niente Fores? 🙂

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike, Jonathan Rea

Superbike: Jonathan Rea, il piccolo mondo del campionissimo (VIDEO)

Max Biaggi

L’impresa di Max Biaggi: dalla MotoGP alla Superbike al record mondiale

MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP: Andrea Dovizioso, l’infortunio sbagliato nel momento sbagliato