Aprilia, perchè non rimetti Marco Melandri in SBK?

8 febbraio 2015 - 8:11

Riportare Melandri in Superbike e scatenarlo a caccia di quel Mondiale che non ha mai vinto. A test già iniziati  sembra una follia, in realtà sarebbe l’unico modo per salvare la carriera di un campione che a 31 anni può dare ancora tanto al motociclismo. Marco non voleva la MotoGP, ce l’ hanno messo a forza. Con il risultato di farlo sprofondare in una crisi che assomiglia sinistramente a  quella del 2008 quando in Ducati finì in balia dei flutti e sul lettino dello psicologo. Allora si trattò di mancato adattamento alla Desmosedici che con Casey Stoner vinse sei GP terminando il Mondiale in seconda posizione. Sette anni dopo è peggio perchè, nella migliore delle ipotesi, con RS-GP Melandri potrà affacciarsi alla soglia della top ten. Ma bisognerebbe spingere sempre al limite, impossibile se il pilota va in pista coi fantasmi in testa. L’affare Melandri-Aprilia-MotoGP è cominciato male, sta andando peggio e non può che finire a rotoli.

DISASTRO – Già nelle precedenti uscite di Valencia e Jerez  la simbiosi tra pilota e moto era stata  sotto zero. Più che dai tempi, deludenti, si capiva dagli sguardi persi nel vuoto e dalle  parole sussurrate a registratori spenti. A Sepang sono stati tre giorni neri: l’ex iridato 250 non si è mai scollato dall’ultima posizione e dopo 156 giri (quasi 8 GP) non è andato oltre 2’03”641, quasi cinque secondi più lento di Marc Marquez, obbiettivamente fuori portata, ma anche 1”7 peggio del compagno Alvaro Bautista. Al netto dei problemi tecnici della RS-GP, evoluzione della ART della passata stagione, Melandri non ha proprio guidato. Sepang è una delle sue piste preferite: qui con la Superbike pochi mesi orsono sbaragliò dando la svolta ad una  stagione cominciata con qualche patema. In Superpole, con la gomma soffice, girò in  2’03”971, solo tre decimi più lento che con la RS-GP che ha almeno 20-30 cavalli in più della RSV4 da cui deriva, e pesa  dieci chili in meno. Dicono che il rientro anticipato di Aprilia sia stato un errore ma la prestazione di Bautista è in linea coi programmi. E’ Melandri il problema.

COMPROMESSO – Il suo errore più grosso  è stato accettare il passaggio in MotoGP dopo aver implorato per settimane che lo lasciassero in Superbike.  Si è fatto convincere coi soldi ma neanche per tutto l’oro del mondo Melandri avrebbe dovuto accettare un progetto cui non ha mai creduto. “Ci serve in top class perchè il rientro è un passo importante che ha bisogno di un nome importante” spiegano a Noale. Ma vista l’attuale situazione il “nome importante” diventa un boomerang. Nei test l’atmosfera è ovattata, che succederà tra marca e pilota quando ci sarà da fare i conti con le tensioni  della gara? Romano Albesiano, capo delle corse Piaggio, dice che Melandri deve ancora prendere la mano con le Bridgestone. Ma non convince:   Marco non è un pivellino, ha già corso in MotoGP con queste coperture. Con le Pirelli è stato per quattro anni protagonista SBK, vincendo con tre moto diverse:  Yamaha, Bmw e Aprilia. Montando le Michelin è stato viceiridato della  MotoGP 2005 con Honda satellite, dietro solo a Valentino Rossi. Non c’è dubbio che il ravennate sia un grande pilota ma solo se va in pista con la testa sgombra. Un anno fa al debutto sull’Aprilia SBK era andato in crisi perchè pedane e sella non erano come e dove voleva lui, figuratevi adesso che deve partire da zero.

CUL DE SAC – Il pilota è nel tunnel ma l’Aprilia di più. Melandri è in scadenza di contratto e male che vada una Superbike la troverà. Il suo manager, fiutando il vento, ha già parlato con la Yamaha che con la nuova bomba YZF-R1M nel 2016 si giocherà il Mondiale. Aprilia ha davanti 18 GP da correre (eufemismo…) con un pilota demotivato e sfiduciato. Riportarlo in Superbike ribalterebbe gli equilibri, allora sarebbe Marco a doversi dare una svegliata, perchè con la superlativa RSV4 RF non ci sarebbero più alibi. Nel breve il ribaltone è impossibile perchè il materiale Superbike è già in volo verso l’Australia per l’apertura del 22 febbraio. Ma da lì alla Thailandia  ci sarà un mese di sosta e tutto il tempo per intervenire. Basterebbe scambiare il posto  con spagnolo Jordi Torres, riorganizzando i rispettivi staff tecnici. In Aprilia i tempi di reazione sono rapidi, quando serve.  Magari il 27enne ex Moto2  in MotoGP ci andrebbe volentieri anche con l’incognita sviluppo. Con l’inglese Leon Haslam,  il nostro Marco Melandri formerebbe una coppia  telegenica, ben assortita, sicuramente vincente. Meditate gente, meditate…

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5 commenti

userID_10865006
1:02, 10 febbraio 2015

Diversi commenti si dimostrano un po’ privi di memoria, e per fortuna Gozzi ha rimesso le cose al loro posto ricordando che senza Dall’Igna (e senza Biaggi, aggiungo io) la nuova Aprilia di Romano Albesiano in un anno ha portato a casa due titoli mondiali in SBK. Con Guintoli, per di più. Altra rinfrescatina di memoria: Melandri è stato campione del mondo (con Aprilia) ed è un pilota velocissimo quando vuole, quando è sereno, quando è contento, etc. etc. etc. Quando invece qualcosa nella sua testa non va per il verso giusto, riesce a perdere pilotando cosucce come la Desmosedici dell’era Stoner (e va bene che Stoner ne è stato l’unico interprete), la R1 di Ben Spies, la BMW dei giganteschi investimenti, con cui è riuscito a farsi sfuggire una stagione vinta, e infine la RSV4 di Biaggi con cui hanno fatto faville non solo Max ma anche Laverty e Guintoli! Perché tenersi Melandri, allora? Anche qui occorre un po’ di memoria, basta aver letto le cronache degli ultimi due anni (scritte proprio da Paolo Gozzi, per cominciare). La squadra corse Aprilia di oggi (quindi Romano Albesiano) si è trovata il contratto biennale di Melandri bell’e pronto, come “regalo di addio” di Gigi Dall’Igna. E quell’anno Aprilia per di più perse il mondiale piloti a favore di un Sykes che nel 2014, invece, a Doha è stato schiantato da Sylvain Guintoli. Ecco il perché di Melandri ai box Aprilia, il perché dell’impiego di Marco in Superbike lo scorso anno, e l’azzardo di utilizzare Melandri quest’anno in Motogp. Azzardo fino a un certo punto, poi. Se una Casa motociclistica ha sotto contratto un pilota che nella Motogp ha fatto un secondo, quarto e quinto posto in campionato, dove lo deve mai impiegare?

userID_10860482
12:02, 8 febbraio 2015

Melandri è un ottimo pilota SE tutto va bene.

Se ci sono problemi mostra a parer mio il suo limite mentale.

Con yamaha in motogp i suoi limiti erano evidenti anche se nascosti dal fatto che fosse un debuttante ma in quei due anni tante cadute e tante gare opache con solo un paio di lampi.

In honda nei test 2006 insistette con honda per riavere il telaio 2005 visto che quello 2006, a detta sua, creava molti problemi, stessa cosa per le gomme per poi tornare alle versioni 2006 ed ammettere che si era sbagliato e non sapeva che pesci prendere(mi sono riletto le interviste dell’epoca).

In ducati ha pianto dall’inizio per poi deprimersi nel giro di poco e andare in totale depressione a neanche un mese dall’inizio del campionato finendo rigorosamente sempre o quasi ultimo, caduto o doppiato.

In superbike è riuscito a non vincere il mondiale con una super aprilia iniziando la stagione tra lamenti e visi tristi.

Era la persona giusta per sviluppare una moto nuova?

No.

A melandri va data una moto perfetta e prima di fargliela provare è necessario fargli fare una vacanza per rilassarlo e farlo assistere ad un programma comico per aumentarne l’allegria altrimenti con moto nuova, sviluppo da fare ed il suo morale nell’approccio alle corse, va in depressione.

A 31 anni non si può cambiare testa ma non si può far altro che cercare la migliore moto possibile sperando di essere di buon umore quando la si prova.

giordano.antonello
1:02, 8 febbraio 2015

@userID_10860482
Pare che qui siamo tutti in … sintonia! 🙂
Le frasi che hai scritto le ho pensate pure io più di una volta negli anni e spesso non esternate per la mia propensione a … non offendere, però ormai ci sono dati di fatto confermate da più di una occasione che anche tu ricordi nel post. Personalmente associo parte del carattere di Marco (e solo quello) un pò a quello di Lorenzo: se è tutto ok si parte a bomba per tutta la gara, altrimenti, rabbuiato e introverso, strali su tutti e scelte in gara di conseguenza … sballate! Insomma Melandri delle volte sembra proprio non crederci già in partenza e neppure mettere in dubbio le proprie convinzioni per cui, la combattività in gara spesso va a farsi … friggere!
Le prove di Sepang in questi giorni della MotoGP, da un lato fanno gridare al miracolo, lo ripeto, sulla posizione di Bautista, dall’altro c’è lo sconforto del tempo-lumaca di Marco. E purtroppo per un team che inizia l’avventura nella massima categoria questo non è il massimo! Già, perchè a chi non verrebbe il dubbio che magari le cose stanno a … metà? Ossia: è Bautista a fare il miracolo e quindi la moto è relativamente ‘lenta’? Fondamentalmente sappiamo che non è così perchè la ‘base’ Aprilia è assolutamente di primo livello QUINDI, speriamo tutti nella DRASTICA e veloce soluzione prospettata dall’articolo di Paolo Gozzi.
Grazie per le risposte
Antonello Giordano

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