Marc Marquez a Jerez

MotoGP, Marc Marquez: “Non è bello vincere così”

Marc Marquez ritorna alla vittoria dopo il ko di Austin e si porta in testa al Mondiale. Un trionfo senza troppe emozioni, ma lancia un segnale ai rivali.

5 maggio 2019 - 17:11

Marc Márquez è tornato alla vittoria nel GP di Jerez e in testa alla classifica piloti. Non poteva esserci modo migliore per archiviare la caduta di Austin, per un errore non solo umano. Del resto anche in questo week-end entrambi gli alfieri Repsol Honda hanno rimediato una caduta, a dimostrazione che la RC213V non è la moto impeccabile che molti pensano.

Il Cabroncito ritiene non esista la moto perfetta, né il pilota senza difetti. Il connubio uomo-macchina rende vincente un team piuttosto che un altro. Eppure è evidente che Marc Marquez abbia un peso maggiore rispetto al lavoro tecnico nella corsa al Mondiale. Nessuno come lui, compresi Crutchlow e Lorenzo. “Non mi piace questo tipo di gare, ma volevo vincere, è importante che i rivali vedano che ho fallito nella gara precedente, ma che sono arrivato qui ancora concentrato“.

Nessuna pressione dagli avversari, nessun problema tecnico di rilievo. In testa subito dopo la partenza ha seminato entrambi i giovani piloti Yamaha. Serve più di un giro secco perfetto, più di una pole da record giovanile come quella di Fabio Quartararo per impensierire il sette volte iridato. “Per il campionato è un passo avanti, anche se siamo tutti insieme è importante dopo uno zero tornare  vincere. Sapevo che sarei potuto anche andare più veloce, ma ho visto che non era necessario. Il lavoro della squadra – ha concluso Marc Marquez – è stato impeccabile per tutto il weekend“.

Seconda vittoria stagionale dopo quella di Rio Hondo, ma gli avversari pressano dalle retrovie e bisogna proseguire con lo sviluppo. A cominciare dal test Dorna di domani a Jerez. “Si deve continuare a lavorare, domani abbiamo un test importante. Ho sempre guidato molto costante, la moto era costante, ma la squadra ha fatto un ottimo lavoro. Devo congratularmi perché per loro era importante“.

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