MotoGP, Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo: “Con Valentino amore e odio”

Jorge Lorenzo ritorna sulla sua decisione di lasciare la MotoGP dopo la gara di Valencia. Indimenticabile il rapporto di odio e amore con Rossi":

14 novembre 2019 - 16:45

Dopo l’annuncio ufficiale del ritiro dalla MotoGP Jorge Lorenzo inizia il valzer delle interviste. Giornalisti, fotografi e cameramen saranno tutti per lui in questo fine settimana a Valencia. C’è commozione nel paddock del Ricardo Tormo, per l’addio di un pilota che ha scritto tante pagine negli annali del Motomondiale. Un finale di carriera sfortunato per via di tanti infortuni susseguitisi a breve distanza l’uno dall’altro. Fino al più grave di Assen, dove la frattura di alcune vertebre ha spinto verso la decisione del ritiro. Dopo cinque titoli mondiali e diciotto stagioni inutile prendere rischi pericolosi, consapevole che non avrebbe più potuto spingere per ambire ad un altro titolo.

Con grande dignità e umiltà Jorge Lorenzo ha ringraziato Alberto Puig e i vertici Honda per la grande possibilità offertagli e scusandosi per non essere riuscito a dare il meglio di sé. Ma l’annuncio si rivela come una liberazione da un peso interiore. “Una parte di me è triste, per me questa è una piccola città, ho molti amici. Questa adrenalina mi mancherà molto, ma un’altra parte di me è libera perché non avrò più la pressione che ci porta lo sport a questi livelli. Nella vita non ci sono solo le moto, ma tante altre cose cui potrò ora dedicarmi“.

Il mio percorso della Honda è iniziato male con l’infortunio allo scafoide. La moto 2019 non mi piaceva, non offriva buona confidenza con l’anteriore. Però abbiamo continuato a lavorare e sono arrivate le cadute del Montmelò e di Assen. Senza quelle cadute ci avrei provato un altro anno. Ho capito che se non posso lottare per qualcosa di importante non ho motivazione per continuare”. Per alcuni mesi ha tenuto nascosto la decisione nel suo animo, ma aveva dato un primo avviso al team manager HRC: “Un mese dopo Assen ho parlato con Puig e abbiamo provato a ritrovare la motivazione – ha detto a Sky Sport MotoGP -. Ma con il passare delle gare non trovavo motivazione, ma Marc e Cal non avvertivano miglioramenti sulla moto del 2020. Quindi non ho trovato motivazioni. Ho 32 anni e non posso migliorare la mia carriera“.

Piccoli rimorsi sono inevitabili nel corso di una lunga carriera. Come aver lasciato Yamaha e poi la Ducati. “Sicuramente quando tutto passa è facile dirlo. Prendiamo decisioni e possiamo sbagliare, ogni giorno dobbiamo decidere e possiamo sbagliare al 50%. Se non fossi andato via dalla Yamaha… Se avessi vinto un mese prima del Mugello, adesso sarebbe diverso. Poteva andare meglio o peggio, gli errori sono stati fatti“. Che ricordo conserverà di Valentino Rossi, con cui ha condiviso i migliori anni della sua vita professionale? “Con Valentino ci amiamo quando siamo lontani, ma quando siamo vicini passiamo all’odio perché siamo molto competitivi. Ora è più facile perché lottiamo per obiettivi diversi, lui per il quinto o sesto posto, io per il decimo o quindicesimo. Quando eravamo tutti e due in Yamaha – ha concluso Jorge Lorenzo – era difficile“.

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