MotoGP, Jack Miller

MotoGP, Jack Miller ricorda l’esordio: “Meno birre e bistecche”

Jack Miller in corsa per il titolo MotoGP 2021. Dopo il salto dalla Moto3 ha passato stagioni difficili e assorbito tante critiche esterne. Ma l'australiano non perde mai il suo umorismo.

13 giugno 2021 - 14:39

Terzo posto in classifica MotoGP per Jack Miller, a -25 dal leader Fabio Quartararo. Due vittorie e un podio nelle prime sette gare, a sua disposizione una Ducati GP21 che può proiettarlo molto in alto. Il passaggio al team factory gli ha permesso di fare il necessario salto di qualità di cui necessitava. Il restante dovrà farlo il suo talento oceanico. Gli ingredienti per ambire al titolo mondiale ci sono tutti. Un mix di carattere estroverso, quel pizzico di umorismo che lo porta a distinguersi dalla massa del paddock. E, soprattutto, voglia di spingere sul gas, anche sui tracciati meno favorevoli.

Erano in tanti a darlo per spacciato quando dalla Moto3 è saltato direttamente alla MotoGP. Una scommessa su cui ha puntato la Honda, prima di lasciarlo andare in Ducati. All’età di 26 anni Jack Miller ha già disputato 106 gare nella classe regina e ne ha vinte tre. I risultati sono divenuti più solidi dalla stagione 2020, quando a Borgo Panigale avevano già deciso da tempo di promuoverlo nella squadra factory. Ma prima di arrivare a questo punto ha attraversato momento difficili e fronteggiare molte pressioni, voci critiche. “Allora ero più o meno un ragazzino. Dovevo capire quanto tutto fosse più complicato rispetto alle classi piccole. La MotoGP è un lavoro estenuante. Devi dare tutto quello che devi per riuscirci. Dovevo capire quanto impegno devo mettere nel mio allenamento e nella mia alimentazione… Non più tante birre, meno bistecche“.

Ma dal 2021 la birra è tornata in auge nel motorhome di Jack Miller per celebrare le due vittorie consecutive, a Jerez e Le Mans. In Catalunya il podio è arrivato grazie alla doppia penalizzazione inflitta a Quartararo. “Nell’ultimo giro ho cercato di avvicinarmi perché immaginavo che lo avrebbero penalizzato, perché aveva guadagnato molto nella sua manovra“. Guai ad azzardare un passo falso, in MotoGP anche una sola caduta può costare cara. E l’australiano ha dimostrato di aver messo sale in zucca oltre che potenza al motore V4 desmodromico. “Sono felice per la mia squadra e per me stesso. E’ il mio primo podio a Barcellona. Adesso dobbiamo pensare alla gara in Germania“.

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