ll momento più scioccante della gara MotoGP in Malesia è stato l'incidente avvenuto alla seconda curva subito dopo il via. Nella mischia sono finiti a terra
Jack Miller, Brad Binder e Fabio Quartararo. Joan Mir, coinvolto nell'incidente, ha descritto le sue sensazioni in quei terribili istanti subito dopo il Gran Premio di Sepang.
Il racconto di Mir
Appena iniziata la gara,
Jack Miller perde il controllo della sua KTM e tampona la Yamaha di Quartararo. Il pilota australiano è caduto sull'asfalto e la sua testa è arrivata a pochi centimetri dalla ruota posteriore della YZR-M1. Per effetto domino anche l'altro alfiere della KTM, Brad Binder, è finito ko. Dalle retrovie arriva anche la Honda di Joan Mir, autore di una buona partenza. "
Ero preoccupato, perché sono passato sulle gambe di Jack".
L'immagine di 'JackAss' immobile ha destato grande preoccupazione fra gli addetti ai lavori del paddock e i fan che guardavano sugli spalti o da casa. Fortunatamente è riuscito a rientrare nel box con le sue gambe dopo un controllo al Centro Medico. "Sono andato a trovarlo e stava bene", racconta il maiorchino della Honda. "Mi ha detto 'non ho niente, ho un livido'. Lo spavento è stato grande, ma sono felice, stiamo bene".
Il commento di Quartararo e Marquez
Anche Fabio Quartararo tra i protagonisti dell'incidente alla seconda curva del circuito di Sepang. L'immagine della testa dell'australiano che colpisce la ruota posteriore della Yamaha numero 20 toglie il fiato. “Non so cosa sia successo e non ho guardato le immagini. Mi sembra che qualcuno mi abbia colpito dall'interno, poi ho sentito qualcosa come un blocco ed era la testa di Miller! Non sapevo come stesse, ma poi l'ho ritrovato nel paddock e mi ha fatto piacere vederlo in buone condizioni, perché è stata una caduta spaventosa".
Fortunatamente Alex Marquez è riuscito ad evitare il contatto con gli altri piloti MotoGP coinvolti. “Ero in curva quando Marc mi ha superato e ho seguito la traiettoria. All'improvviso ho sentito un contatto. Penso che sia stato Brad a perdere il controllo e a innescare l’incidente. Ma non c'era niente che potesse fare. Era impossibile controllarlo".