MotoGP, Yamaha: un vecchio problema non è stato spazzato via

MotoGP
giovedì, 13 febbraio 2025 alle 20:11
fabio quartararo yamaha motogp 1
Il test a Buriram era molto importante per Yamaha, che al Chang International Circuit ha trovato condizioni diverse rispetto a quelle di Sepang. In Malesia, dove aveva affrontato anche i giorni di shakedown, c'era più grip sulla pista e dunque una situazione che veniva incontro alla M1. Invece, in Thailandia l'aderenza era inferiore ed era fondamentale vedere come avrebbe reagito la moto di Iwata.

MotoGP, test Buriram: il recap di Quartararo

Fabio Quartararo ha concluso con l'ottavo tempo assoluto (+0.731 dal leader Marc Marquez) e ha esposto le seguenti considerazioni ai microfoni di Sky Sport MotoGP: "Sono mediamente soddisfatto. Abbiamo fatto un buon lavoro oggi, ma ci manca tanto feeling all'anteriore. Come ho detto ieri, è la prima volta che mi succede di fare così tanta fatica. Il passo non era male, anche se non posso paragonare tanto con le Ducati e anche con Bezzecchi, che sono andati molto forte. Vedremo cosa riusciremo a fare nel weekend di gara".
Niente simulazione sulla distanza della gara lunga per il pilota francese:: "Abbiamo fatto la simulazione per la sprint - ha spiegato - anche per lavorare sul consumo della benzina e vedere come si scalda la gomma. Non abbiamo fatto male, però siamo tanto lontano dagli altri".
Il mancato feeling all'anteriore è stato un tema inatteso per Quartararo a Buriram e spera che nel Gran Premio della Thailandia, così come in altri gran premi, non si ripresenti: "In Malesia è stato buono dall'inizio, invece qua no e poi non abbiamo trovato il feeling che mi piace. Spero che nel weekend di gara troveremo condizioni migliori".

Bartolini fa il punto su Yamaha

Massimo Bartolini ha spiegato che c'era la consapevolezza che in Thailandia ci sarebbero state più difficoltà e che dei passi avanti ci sono stati, seppur non sufficienti per ridurre in modo netto il gap da Ducati: "Il potenziale Yamaha deve crescere tanto. Sicuramente a Sepang eravamo più vicini, avevamo fatto lo shakedown, c'era più grip e quindi condizioni più favorevoli. A Buriram ci aspettavamo di avere più problemi. Siamo più lontani rispetto che in Malesia, dove gli altri non erano ancora a regime. Comunque eravamo più vicini in confronto al 2024 e penso che lo siamo anche in Thailandia. Come passo ci siamo un po' avvicinati. Il gap è ancora grande, gli altri non sono fermi. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare, grazie alle concessioni possiamo fare ulteriori sviluppi che abbiamo previsto".
C'è un'area specifica su cui intervenire per migliorare la M1? Secondo il direttore tecnico Yamaha, è tutto il pacchetto tecnico da dover essere oggetto di lavoro per arrivare al livello auspicato: "Abbiamo bisogno di sviluppare ogni area. La moto non ha un difetto particolare - ha detto a Sky Sport MotoGP - ha una serie di parti da cui estrarre il potenziale. Oggi la MotoGP si fa molto sui dettagli. Con le concessioni possiamo lavorare sul motore, a differenza degli altri, quindi continueremo a farlo. Ma lavoriamo anche sull'elettronica e sul resto, come tutti".

Yamaha M1 "grip dipendente" e novità sul codone

Bartolini mette in evidenza che la strada da percorrere per potersela giocare con Ducati è ancora lunga e che un vecchio problema della Yamaha è rimasto: "Sull'elettronica siamo abbastanza lontano, ci stiamo lavorando, ma è un campo che richiede molto tempo, molti test e molto sviluppo. Siamo ancora molto legati al grip della pista. Più la pista è gommata e più riusciremo a gestire il gap. A Buriram fa molto caldo e al posteriore c'è poco grip, quindi ci aspettavamo di avere più problemi".
Nel codone della M1 si sono visti i cavi dell'acquisizione dati che uscivano, c'è stato uno spostamento della centralina e di conseguenza spostamento di peso sul posteriore. Una soluzione che potrebbe permettere di scaldare meglio la gomma posteriore, ottenendo più grip. L'ex ingegnere Ducati ha commentato così: "Abbiamo fatto una campagna di riduzione peso, quindi veniva comodo spostarlo. Abbiamo cercato di metterlo in un posto nel quale, in caso di caduta della moto, magari si salva... Avevamo anche bisogno di avere spazio davanti".
Foto: Yamaha MotoGP

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