Il Mondiale MotoGP fa tappa al
MotorLand Aragon, che torna in calendario dopo la "pausa" nella stagione 2023. Sarà un appuntamento ancora più ricco di incognite per un motivo in particolare. Mesi fa l'impresa Vialex Constructora Aragonesa ha attuato importanti lavori di vario tipo su questa pista iberica lunga 5 km, con 10 curve a sinistra e 7 a destra. Nello specifico la sistemazione di alcune curve, il miglioramento del drenaggio, un nuovo asfalto. Una grande difficoltà anche per Michelin (MotoGP) e Pirelli (Moto2 e Moto3). Senza dati a disposizione, saranno chiamati a fornire la migliore soluzione di gomme, un aspetto che ormai è sempre più determinante in un GP. A differenza del Motomondiale, che andrà "alla cieca", la Superbike farà un test nei giorni 11-12 settembre, prima di andare a correrci il mese prossimo.
I lavori svolti per la MotoGP
Tutto è iniziato il 1° aprile 2024, per una durata complessiva di tre mesi, quindi fino allo scorso giugno, ed un costo totale di 6,2 milioni di euro. Seguendo le indicazioni date dalla Commissione di Sicurezza FIM dopo l'ultimo round MotoGP, sono stati realizzati nuovi impianti di drenaggio, sono stati sostituiti i cordoli alle curve 7, 10, 15 e 17, sono state modificate le vie di fuga e ovviamente c'è stato il cambio dell'asfalto (un totale di 75.000 metri quadri da sistemare), visto che il precedente aveva ben 14 anni. In sostanza, possiamo proprio parlare di un "nuovo"
MotorLand Aragon per il 12° appuntamento del Campionato del Mondo, con tutti i riferimenti quindi da riscrivere da zero.
MotoGP, le soluzioni Michelin
Come detto, la compagnia francese non ha alcun dato per quanto riguarda il nuovo asfalto. Sotto osservazione in particolare il livello di usura, tutto ancora da chiarire, e le alte temperature. "Considerato il nuovo asfalto, la configurazione del circuito e i notevoli vincoli che questa pista impone, sia per gli pneumatici anteriori che per quelli posteriori, ora partiamo da zero con una nuova gomma, sia per gli pneumatici anteriori che per quelli posteriori" ha ammesso Piero Taramasso. I piloti MotoGP avranno a disposizione tre gomme simmetriche all'anteriore, mescole soft, medium e hard. Per il posteriore invece aumentano le gomme a disposizione, tre invece delle solite due. Saranno tutte asimmetriche, con una spalla sinistra più dura per il maggior numero di curve in questa direzione. I piloti potranno scegliere tra una soft, una medium e una hard, quest'ultima pensata per le alte temperature. In caso di pioggia, le mescole saranno soft e medium sia all'anteriore che al posteriore, queste ultime però sempre asimmetriche.
Le scelte Pirelli per Aragon
Dopo le scelte MotoGP, ecco Moto2 e Moto3, con una gamma più ampia.
"Ad inizio agosto è stato effettuato un test non ufficiale. Abbiamo visto che, rispetto al passato, la superficie è più abrasiva ed aggressiva sui pneumatici" ha spiegato Giorgio Barbier. I piloti Moto2 quindi avranno le mescole standard all'anteriore, ovvero la SC1 (soft) e la SC2 (medium), ma in maggiore quantità, 7 unità invece delle solite sei. Al posteriore ci saranno sempre otto pezzi sia della SC0 (soft) che della SC1 (medium). In aggiunta ci saranno quattro pezzi di una SC0 (soft) di sviluppo in specifica D0532,
già portata al debutto nel GP di Germania. Stessa logica anche per la Moto3, con 7 pezzi sia per la SC1 (soft) che per la SC2 (medium) all'anteriore. Per la posteriore si rimane con 7 pezzi per la SC1 (soft) e per la SC2 (medium), a cui si aggiungono sei pezzi della C1096 (hard), già vista in precedenti GP. Data la fornitura di una terza mescola posteriore per entrambe le categorie, i piloti potranno utilizzare una posteriore in più (10 invece di 9).
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