Jack Miller conosce bene l'importanza di dover fare risultati per non rischiare di rimanere fuori dalla griglia MotoGP nel 2026. Ha disputato un 2024 disastroso con la KTM e aveva un piede fuori dal campionato, ma il
team Prima Pramac Yamaha ha voluto dargli una chance. Le prime apparizioni sulla M1 sono state incoraggianti e l'australiano è stato il pilota Yamaha più competitivo in Thailandia, però non basta. Vedremo se nel Gran Premio d'Argentina riuscirà ad essere a un buon livello di competitività. Per lui è importante trovare quella costanza che spesso gli è mancata in carriera.
MotoGP 2025, Jack Miller
Miller si è raccontato al sito ufficiale MotoGP e ha ammesso di aver tenuto di non essere in griglia nel 2025: "La MotoGP è la mia vita da ormai 10 anni e l'anno scorso sembrava che potesse finire tutto. Mi sento estremamente fortunato di poter fare questo, spero per qualche altro anno. Sento che il mio tempo non è ancora finito. L'anno scorso non mi sentivo ancora pronto a fare un passo indietro, sento ancora di avere ancora molto da fare".
Essere scelto per correre per il team Prima Pramac Yamaha è una chance che il pilota australiano intende sfruttare al massimo, conscio che potrebbe essere l'ultima nella classe regina del Motomondiale: "Per questa opportunità con Yamaha e Pramac sono enormemente grato a loro, specialmente a Paolo Campinoti, perché mi ha salvato. Ho una fantastica chance con un grande progetto per mostrare ancora cosa posso fare".
Yamaha M1 da migliorare
Dopo aver guidato Honda, Ducati e KTM, Jack si sta trovando bena alla guida della Yamaha: "Mi trovo a mio agio sulla moto, mi diverto a guidare. È stato un sollievo quando abbiamo iniziato i test quest'anno, capendo il potenziale della nuova moto. Più giri facevo e più sentivo a mio agio. Temevo che molti dei miei punti di forza non si sarebbero potuti adattare a questa moto, che non sarei stato in grado di usarli. Ma ho scoperto che posso utilizzarli. La moto è avvero stabile e capace di mantenere un'elevata velocità in curva, è positivo avere questi due punti di forza".
Miller ha le idee chiare su cosa serve migliorare sulla M1, i problemi sono noti da tempo: "Bisogna lavorare sull'elettronica, non tanto per le pure prestazioni, ma piuttosto per reagire più velocemente. Il secondo problema è il grip posteriore. Queste due cose vanno insieme, migliorandone una miglioriamo anche l'altra. Questi sono gli step da fare durante la stagione".
Miller ambizioso
Il pilota 30enne ha esperienza in MotoGP e può dare un aiuto allo sviluppo della Yamaha, ma al tempo stesso conta di riuscire a fare risultati importanti: "Non sono il tipo di persona che vuole presentarsi qui e arrivare ultimo ogni settimana, voglio presentarmi qui ed essere il più competitivo possibile. L'obiettivo è sempre quello di provare a tornare ne gruppo di testa, lottando per i podi e le vittorie. Ci sono già arrivato una volta, e credo di poterci arrivare di nuovo".
In questo weekend si corre il
Gran Premio d'Argentina e sarà interessante vedere quale sarà il livello della Yamaha M1. In Thailandia il caldo e il poco grip hanno un po' condizionato le performance, ma anche a Termas de Rio Hondo l'aderenza è bassa e sarà fondamentale gestire bene le gomme. L'asfalto, utilizzato poco durante l'anno, è tendenzialmente aggressivo sugli pneumatici e quindi il consumo andrà tenuto d'occhio.