Alex Rins pilota Suzuki

MotoGP: Davide Brivio mette a nudo la Suzuki

Davide Brivio, team manager Suzuki, mette a nudo la GSX-RR: punti forti e punti deboli, la genesi del doppio scarico, il progetto squadra-satellite

18 aprile 2019 - 13:43

Dopo la vittoria di Alex Rins ad Austin Suzuki prepara al meglio l’approdo in terra europea. Sylvain Guintoli sta girando a Jerez per un test privato sulla GSX-RR, proseguendo il buon lavoro che il collaudatore e la casa di Hamamatsu stanno portando avanti dalla scorsa stagione. Notevoli passi avanti sono stati compiuti da Misano in poi, grazie anche alle concessioni di cui il team di Davide Brivio poteva ancora beneficiare. La tabella di marcia del pilota spagnolo è impressionante da San Marino ad oggi: 4-4-6-3-5-2-2-4-5-1.

La vittoria di Austin è stata rincorsa, sudata da un intero team, strameritata. L’ obiettivo prefissato ad inizio stagione è arrivato dopo tre GP, il prossimo passo è ripetersi, fiutare costantemente il podio, contendere il ruolo di terza potenza alla Yamaha. Dopo gli errori commessi sul motore tra il 2016/2017, stavolta Suzuki ha allestito una nuova specifica che ha consentito di guadagnare cavalli, anche se sul rettilineo persiste un certo gap rispetto a Ducati e Honda. Altri i punti di forza, come la velocità in curva senza stressare le gomme. Merito soprattutto di un telaio e una ciclistica che rendono la GSX-RR molto agile. “Usiamo più il bordo del pneumatico – ha spiegato Davide Brivio -, perché abbiamo bisogno di essere veloci in curva, questo è quello che forse gli altri costruttori usano meno… la più grande debolezza è il motore, ma non possiamo sviluppare“.

L’arma in più che gli ha permesso di vincere la sfida con Valentino Rossi è stata la frenata, la scelta delle giuste traiettorie per evitare i sobbalzi dell’asfalto texano. Adesso restano altri 16 tentativi per centrare una seconda vittoria, magari provando a migliorare le qualifiche. In termini di velocità di punta poco si potrà fare, ma qualche km/h sarà guadagnabile tramite elettronica e aerodinamica. “Abbiamo una moto competitiva, un pacchetto forte, siamo qui per provarci. E quindi il nostro obiettivo rimane lo stesso – ha sottolineato Davide Brivio -, dobbiamo cercare di rimanere nelle prime cinque-sei posizioni. Pensare gara per gara e vedere cosa succede, quindi se lavoriamo e non facciamo tanti errori forse alla fine dell’anno potremmo essere in una buona posizione“.

Suzuki, il doppio scarico e il team satellite

Quest’anno la GSX-RR è balzata subito all’attenzione per quel doppio scarico esteticamente intrigante, ma tecnicamente efficiente. Una soluzione che potrebbe essere adottata in futuro anche sulle moto stradali. A dimostrazione della cura al dettaglio che i tecnici di Hamamatsu dedicano al loro prototipo. “Suzuki è una moto molto curata nei dettagli, gli ingegneri studiano e a volte perdono anche troppo tempo – ha spiegato il team manager a Sky Sport -. Potrebbe essere anche meno bella purché sia veloce. I meccanici sono contenti perché è veloce e funzionale. Per quanto concerne gli scarichi lavoriamo con Akrapovic, facciamo delle prove al banco nel loro reparto R&S. Ovviamente noi sviluppiamo un motore in Giappone, quando la specifica è definita i nostri ingegneri studiano un potenziale impianto di scarico. Andiamo da Akrapovic, fanno delle prove e poi eseguono dei correttivi. Il doppio scarico è nato dalla collaborazione dei nostri con i loro ingegneri“.

Da almeno un paio di anni si parla di un possibile team satellite, ma Davide Brivio non nasconde che il principale ostacolo è di natura finanziaria. L’utilità per la squadra sarebbe indiscutibile e ancora una volta sarà valutata l’ipotesi per il prossimo Mondiale, senza avere grandi aspettative. “Al contrario di ciò che si pensa noi non siamo un colosso, forse siamo il più piccolo reparto corse della MotoGP. Le risorse non sono enormi, quindi la discussione è quante risorse sarebbero necessarie per un team satellite e se andrebbe a toglierne alla squadra ufficiale. Ne stiamo parlando per il 2020, ma sinceramente non so – ha concluso Davide Brivio -. Non possiamo partecipare neanche alla SBK, abbiamo concentrato tutto sulla MotoGP“.

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