Dire che
Ai Ogura è il ritratto dell'emozione e della felicità non rende abbastanza l'idea. Il pilota giapponese ha raggiunto il grande traguardo che si era prefissato fin da piccolo, il sogno di ogni giovane che mira ad emergere nelle due ruote. Nel
Gran Premio di Thailandia quel sogno è diventato realtà per il 23enne di Kiyose, primo iridato dell'Asia Talent Cup, cresciuto alla scuola di Daijiro Kato e fino all'anno scorso pilota del team di Hiroshi Aoyama. Un giovane di poche parole ma dal gran manico, nonostante lui stesso non si ritenga di così grande talento. Umiltà e tanto lavoro, due aspetti fondamentali per permettere a questo pilota giapponese di arrivare sul tetto del mondo. Il Mondiale Moto2 appena conquistato ci racconta davvero una bellissima storia.
Il Giappone ha un nuovo campione
Sono tantissimi i piloti giapponesi che hanno messo piede nel Motomondiale, tutti in qualche modo hanno lasciato il segno. Ma vi ricordate i campioni del mondo provenienti dal paese del Sol Levante? Facciamo un riepilogo: il primo in assoluto è stato
Takazumi Katayama, iridato 350cc nel 1977, bisogna aspettare poi gli anni '90 e
Tetsuya Harada, iridato 250cc nel 1993. Arriviamo ai due bicampioni del mondo giapponesi, ovvero
Kazuto Sakata, due volte iridato 125cc nel 1994 e nel 1998, ma in questo periodo e sempre nella stessa categoria s'è inserito Haruchika Aoki, il minore dei tre fratelli, campione del mondo nel biennio 1995-1996. Avanziamo di qualche anno e troviamo
Daijiro Kato, iridato 250cc nel 2001, per poi finire la sequenza con
Hiroshi Aoyama, ultimo campione del mondo nella scomparsa 250cc nel 2009. A questa bella lista di nomi dobbiamo ora aggiungere quello di
Ai Ogura, primo giapponese campione del mondo Moto2.
Il sogno di una vita
"Il grande obiettivo della mia carriera era conquistare un titolo, non importa se in Moto3, Moto2 o MotoGP". Ai Ogura inizia così il suo commento non appena conquistato il grande risultato, sfiorato già in precedenza.
"Dopo aver perso due titoli, uno in Moto3 nel 2020 e uno in Moto2 nel 2022, sognavo solo di arrivare a questo titolo" ha infatti sottolineato il pilota
MT Helmets-MSi/Boscoscuro.
"Non importava arrivare in MotoGP oppure no, io volevo solo il Mondiale. Finalmente ce l'ho fatta e ora sento di essere prontissimo per andare in MotoGP". Ricordiamo infatti che l'anno prossimo lo troveremo in classe regina
con Trackhouse Aprilia e con il miglior biglietto da visita possibile.
La stagione Moto2 2024
"Non avevo cominciato bene: un 6° posto, un 7°, 6° di nuovo... Garcia aveva molti più punti di me, non è stato un buon inizio. Ma non mi sono preoccupato molto per il campionato: conoscevo il mio potenziale, sapevo che potevo arrivare a vincere o chiudere sul podio in ogni gara se avessimo lavorato nel modo giusto". In seguito la situazione è cambiata, o meglio quasi...
"Ho vinto in Catalunya, stava andando tutto bene e poi mi sono fratturato in Austria. "Oh no, non di nuovo!" Avevo pensato fosse finita".
Già nel 2023 Ogura aveva dovuto rinunciare presto ai sogni di gloria per un infortunio al polso nei test invernali. Un guaio inizialmente apparso non troppo serio ma che invece ha segnato tutta la sua stagione, i timori di una replica erano più che fondati. Ma è qui che il campione Moto2 reagisce. "La vittoria a Misano è stata molto importante" ha sottolineato. "Avevo ancora dolore, ma ho vinto la gara, il team si è caricato ancora di più e in quest'ultima parte di stagione abbiamo chiuso molte volte sul podio, in controllo. Non è stato un anno perfetto, ma è stato molto bello!"
Il talento di "non avere talento"
Come accennato, sono due gli aspetti che caratterizzano questo neo campione Moto2.
"So come sono fatto, fin da piccolo non sono mai stato uno dei più veloci e non ho mai pensato di avere un grande talento". Sembra abbastanza strano da sentire, eppure
Ai Ogura ha questa considerazione di se stesso. Una consapevolezza però che negli anni ha trasformato in un
punto di forza.
"Se si lavora duramente si può arrivare in alto" ha infatti aggiunto il giapponese.
"Anche per questo non ho mai pensato a qualcosa come "Voglio diventare cinque volte campione MotoGP".
Se succede è bellissimo, ma le possibilità sono bassissime. Ho solo sognato questo numero 1 al mondo, magari anche solo per un anno, ma volevo davvero questo titolo".