Il team Repsol Honda ha lavorato sullo sviluppo della RC-V durante il test MotoGP in Catalunya, concentrandosi sulla risoluzione di alcuni problemi che i suoi piloti lamentano da molto tempo: vibrazioni, grip e motore. Grazie alle nuove concessioni la Casa giapponese ha potuto evolvere il suo prototipo nel corso durante il campionato, quindi al Montmelò non c'era nessuna urgenza di portare la moto 2025. Joan Mir non sembra però contento.
Il lavoro della Honda nel test MotoGP
Alberto Puig, team manager della Honda, ha snocciolato i dettagli del lavoro svolto nella giornata di test MotoGP Al contrario di altri costruttori non ha presentato un prototipo della moto del prossimo anno. Non si tratterebbe di un ritardo da parte degli ingegneri, bensì di una strategia pianificata nel corso dell'anno. "
Avevamo tre cose importanti da testare e le abbiamo testate. Qui abbiamo portato una versione più avanzata e ottimizzata su cui abbiamo lavorato durante l'anno - spiega a Dazn -.
Ci siamo concentrati sui problemi di stabilità, frenata e vibrazioni, che sono aspetti chiave".
Uno dei principali problemi che la Honda sta cercando di risolvere è quello delle vibrazioni che influiscono sul comportamento della moto, soprattutto nelle curve veloci. "Stiamo dedicando molto tempo a questo problema perché ci preoccupa e non è facile da risolvere", sottolinea l'ex pilota catalano. Anche per questo motivo ancora non hanno allestito una RC213V in versione 2025. "Non aveva senso portare qui una moto nera quando ne abbiamo avute tutto l'anno. In passato non avevamo concessioni e aspettavamo che questi test portassero qualcosa di nuovo, ma ora stiamo andando avanti passo dopo passo”.
L'arrivo di Espargaro
Il test MotoGP del Montmeló ha segnato il debutto di Aleix Espargaró come collaudatore Honda dopo tanti anni in Aprilia.
Alberto Puig ha sottolineato il contributo del pilota di Granollers, sottolineando la sua esperienza e chiarezza nel trasmettere le informazioni sulla moto. "
È stato molto interessante. Aleix è un pilota pronto a salire sul podio domenica, quindi ha velocità. Quello che mi è piaciuto di più è la decisione con cui ha parlato della moto, in maniera imparziale e chiara. Ci ha dato informazioni molto importanti". Il neo direttore tecnico Romano Abesiano, invece, inizierà a lavorare con Honda dal 2 gennaio, a scadenza del contratto con la Casa di Noale.
Il malumore di Joan Mir
In verità nella preseason 2024 HRC ha capito di avere commesso qualche errore nello sviluppo del motore. Questo ha richiesto del tempo prima di trovare dei miglioramenti, tornando prima alla versione 2023 e poi a quella attualmente in uso. Joan Mir, che ha un contratto per altri due anni,
prova a scuotere i vertici dell'Ala dorata. "
Non è un buon momento per darvi valutazioni, davvero. Qui ho fatto 70 giri con cose che ho già provato almeno due volte, e non ho proprio voglia. Dove stiamo andando? Non so, mi aspettavo di più da questo test e penso che lo abbiano fatto anche tutti i membri della squadra".
Non si trova d'accordo con
Alberto Puig, secondo cui non aveva senso portare una moto nuova nel test MotoGP in Catalunya. "
Sono sicuro che non ha detto che non fosse necessario. Era assolutamente necessario portare una moto nuova qui, per iniziare a migliorare e vedere la luce. E’ vero che abbiamo lavorato durante tutto l’anno, normalmente ci sono stati quei due o tre test importanti, a Jerez, Misano e Valencia, dove le cose stavano migliorando... Ma è chiaro - conclude il maiorchino -
che tutti ci aspettavamo di più".
Foto Instagram HRC_MotoGP