E' imminente l'annuncio ufficiale dell'accordo PRAMAC e Yamaha a partire dal 2025. Anche se in MotoGP ormai i giochi di mercato vengono raccontati come eventi improvvisi e inattivi, in realtà la trattativa è stata chiusa mesi fa. Fornitori esterni della squadra toscana sono, da tempo, al lavoro per la realizzazione di determinati particolari che serviranno per la gestione del materiale. La Casa di Iwata ha convinto Paolo Campinoti a non rinnovare con Ducati e a scommettere su questo nuovo progetto, offrendo due YZR-M1 ufficiali e medesimi aggiornamenti delle moto di Quartararo e Rins. Obiettivo riuscito per Lin Jarvis che, prima del suo addio alla MotoGP a fine stagione, riesce a regalare una squadra satellite al colosso nipponico. Ma gongolano soprattutto Dorna e Liberty, che stanno riconfigurando l'intera griglia della MotoGP nell'ottica di una maggiore distribuzione di forze tecniche, che permetta ai giapponesi di tornare presto protagonisti. Il secondo passo, ma ci vorranno anni, sarà rendere meno italo-iberica la rappresentativa di piloti.
Divorzio dopo 20 anni
Dopo venti anni finisce il matrimonio tra Pramac e Ducati, nessuna squadra cliente era rimasta così tanto legata ad un marchio. Dal 2005 ad oggi, grazie anche alle capacità manageriali di Paolo Campinoti, il team ha saputo farsi strada nel paddock. Tanto da diventare un'autentica costola di Borgo Panigale. Da qui sono passati i migliori piloti che sono passati successivamente nel box factory: Danilo Petrucci, Andrea Iannone, Francesco Bagnaia, Jack Miller. Non ce l'ha fatta Jorge Martin ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Un bel colpo per Yamaha che a sua volta aveva ricevuto un netto 'no' dalla VR46 di Valentino Rossi, su cui Lin Jarvis aveva inizialmente messo gli occhi da tempo.
L'offerta della Yamaha
Il passaggio in Yamaha è un grande affare per
Pramac. Per i prossimi sette anni verrà garantito un forte sconto sul noleggio delle moto, ingaggio dei piloti a spese della Casa, alcuni sponsor e trattamento da ufficiale. Sottotraccia, ci sono poi le opportunità di carattere industriale.
Pramac Racing è infatti l'antenna sportiva della produzione e vendita su scala globale di gruppi elettrogeni: un gigante della dimensioni di Yamaha può diventare un alleato importantissimo per la crescita del business, un aspetto che Ducati non avrebbe potuto garantire se non in minima parte.
Il contraltare di questa nuova avventura di
PRAMAC Racing sta nelle potenzialità che offrirà la prossima stagione la YZR-M1, un prototipo che, finora, è lontano dalla solidità offerta dalla Ducati Desmosedici, moto con cui Jorge Martin è al comando la classifica generale della MotoGP. Ma Yamaha è in regime di concessioni, per cui colmare il divario potrebbe essere solo questione di tempo. Da qualunque parte si osservi, Pramac ha fatto un'affare coi fiocchi.
Con la perdita di PRAMAC, Ducati dovrà decidere come distribuire tra Gresini Racing e il Team VR46 le due moto ufficiali che finora ha fornito al team di Campinoti. Secondo le prime indiscrezioni le due Desmosedici GP25 potrebbero finire entrambe nel box VR46, dove potrebbero trovare casa Franco Morbidelli e Fermin Aldeguer.