di Marc Seriau/paddock-gp
Non si può dire che il mercato piloti MotoGP non stia regalando spunti di interesse. La scorsa settimana altri due tasselli per il prossimo Mondiale MotoGP hanno trovato conferma ufficiale.
Tech3 ha ufficializzato i suoi piloti per la prossima stagione. Se Enea Bastianini non è stata una novità, visto che il suo manager l'aveva già confermato ufficiosamente, ha destato molta più sorpresa la firma di Maverick Vinales, in uscita quindi da Aprilia. Per la prima volta da molto tempo il team di Bormes de Mimosas si presenterà con due nomi piuttosto interessanti in sella alle KTM RC16 ufficiali al 100%. Di seguito,
dopo la prima parte, ecco la continuazione dell'intervista a Hervé Poncharal riguardo la sua nuova formazione per il prossimo Campionato del Mondo.
Tech3 voleva una formazione all'altezza
"Pedro Acosta ci ha portato orgoglio, adrenalina, la felicità che si prova quando si fanno risultati, podi, prime file. Questo lo avevamo perso, diciamocelo, dai tempi di Miguel Oliveira". Hervé Poncharal non si esime in lodi per il suo esordiente, ma rimarca anche l'atteggiamento di KTM. "Quando sei una squadra corse, non sei lì solo per fare il tuo lavoro, ma anche per divertirti, e non volevamo tornare indietro. Abbiamo quindi fatto il punto con Pierer Mobility, che ha confermato l'intenzione di mantenere questa tendenza. Devo ammettere che ci hanno ascoltato. Non hanno semplicemente trasferito Pedro Acosta nel team ufficiale dicendo “Va bene Tech3, allora ci vediamo”. Mi hanno detto che ci sono quattro moto ufficiali e che quindi servono quattro piloti in grado di lottare”.
Come sono andate le trattative?
Abbiamo analizzato i piloti con un altro potenziale, i nomi di Enea Bastianini e Maverick Vinales sono emersi subito. Abbiamo discusso e sono davvero felice che ci sia stato interesse da parte loro. Certamente l'interesse da parte di Vinales ed Bastianini deriva non solo, ma anche dalla prestazione di Pedro Acosta in Tech3 con la RC16. Quindi ora eccoci qui, oggi la gente ci vede diversamente rispetto a due anni fa e sono molto contento, soprattutto per la mia squadra. Quando parli con Bastianini e Vinales, due ragazzi di talento, e loro ti dicono “La mia priorità è venire da te”, la tua risposta è “Wow!”.
Dopo, beh, ci vuole tempo. Abbiamo aspettato, i piloti sono andati alla sede centrale, hanno visitato i reparti corse, hanno incontrato i dirigenti dell'azienda... Le cose si fanno bene, professionalmente parlando, rispettando gli attuali datori di lavoro, spiegando allo stesso tempo quale sarà il futuro e mostrando loro quello che siamo, il DNA di Pierer Mobility, Tech3, eccetera. Penso che, in ogni caso, stiamo facendo di tutto affinché questo matrimonio appena annunciato sia un matrimonio felice e di successo.
Per curiosità, quanto sono durate queste trattative con Tech3?
I primi contatti ci sono stati nei primi round, dal Portogallo o dal Qatar. Ma all’inizio tutti cominciamo a tastare il terreno, perché sappiamo che la scadenza del 24/25 è fondamentale, visto che a tutti scade il contratto quest'anno. Prima volevano capire come funzionava la nostra moto. Bene: la prima gara di Binder e Acosta è stata forte, nella seconda siamo saliti podio. Ovviamente ha creato interesse nel nostro gruppo, ci ha reso più attraenti. Ora possiamo dire che sia Pierer Mobility che Tech3 hanno un Dream Team e francamente non potevamo sperare di meglio. Ringrazio chi ha preso le decisioni, i piloti e il loro management per la fiducia.
Abbiamo ancora un bel po' di gare da fare con Pedro Acosta e speriamo di divertirci, magari di vincere insieme anche la prima gara, perché no? Sappiamo già però che l'anno prossimo avremo due piloti di grande talento, vincitori di Gran Premi e potenziali campioni del mondo. Spesso in Tech3 un pilota che dominava sull'altro, l'anno prossimo si spingeranno a vicenda e spingeranno anche il team ufficiale. Un po’ come quest’anno, con Pedro Acosta che spinge Brad Binder, Jack Miller e Augusto Fernandez. È un bene anche il fatto che tutti tornino con gli stessi colori, Vinales e Bastianini saranno piloti factory a pieno titolo.
In un periodo in cui Marc Marquez abbandona Honda per Ducati, Jorge Martin lascia Ducati per Aprilia, deve far piacere a KTM mantenere la sua pepita Pedro Acosta, in arancione sin dal suo debutto...
Assolutamente. Pedro ha iniziato dalla Rookies Cup, poi ci ha corso in Moto3 e in Moto2, infine ci correrà MotoGP: è anche per questo che andrà nel team ufficiale. Sulla carta questo è l’ideale, ed è ciò a cui stanno lavorando Red Bull e Pierer Mobility. Pedro in un certo senso li sta ripagando, è molto grato a KTM. Lo dice sempre lui stesso: “Se sono qui è grazie a loro”. Se allora Red Bull e KTM non lo avessero aiutato, forse il pilota MotoGP Pedro Acosta non esisterebbe.