Quanto intravisto in casa Yamaha nei test invernali non è stato un caso isolato. Fabio Quartararo in particolare ha ottenuto risultati di rilievo, ma anche Alex Rins e Jack Miller ha fatto vedere segnali interessanti (peccato per le cadute di quest'ultimo...). Passi avanti dovuti anche all'arrivo di Massimo Bartolini, nuovo direttore tecnico? Il suo approdo in Yamaha, che lui stesso ha definito una sfida, risale a gennaio 2024, dopo aver lasciato Ducati a fine 2023. È riconosciuto il suo ruolo fondamentale con la Rossa, non è da meno per il marchio di Iwata. La collaborazione tra Italia e Giappone è un altro aspetto che aiuta. C'è ancora tanto lavoro da fare, ma l'impressione è che il progetto sia sulla strada giusta per la risalita in MotoGP.
"Seguo ogni aspetto della Yamaha"
"Ducati ha fatto tutto il possibile per tenermi, e lo apprezzo". Massimo Bartolini ricorda così l'addio alla Rossa dopo circa 20 anni. Come detto, in Yamaha è direttore tecnico da inizio 2024.
"In verità è un mix tra direttore tecnico e la persona che segue il rendimento" ha spiegato in un'intervista a
Motosan.
"Tento di tirare fuori il massimo e dare una direzione per lo sviluppo della moto". Sottolineando che
"Ho chiesto la possibilità di seguire ogni aspetto della moto". Importante anche che le due parti, ovvero Yamaha Motor Company in Giappone e Yamaha Motor Racing in Italia, procedano di pari passo per portare quindi avanti lo sviluppo in maniera adeguata.
"Siamo sempre andati abbastanza bene"
I primi segnali interessanti si erano visti nei test invernali, soprattutto a Sepang. "Abbiamo girato per più giorni, ma abbiamo ancora qualche problema di grip" ha ammesso Bartolini. "I miglioramenti a Sepang sono stati maggiori di quelli che erano realmente, ma se si guarda anche le piste successive come velocità di punta, tempi... Siamo sempre andati abbastanza bene". La Yamaha M1 di quest'anno ha i suoi lati positivi e negativi. "È più veloce, ha potenziale, ma è ancora un po' difficile, soprattutto per il discorso di grip e degrado delle gomme. È l'area in cui stiamo lavorando di più" ha sottolineato Bartolini.
L'aiuto di Dovizioso
Andrea Dovizioso s'è visto più volte nel box Yamaha, tra GP e test. Un aiuto in più anche per il neo collaudatore Augusto Fernandez, che ha appena iniziato il lavoro sulla M1, moto che sta ancora conoscendo. "Dovizioso ha sviluppato molte moto diverse, quindi aiuta Augusto a crescere come tester" ha dichiarato Bartolini. Non solo. "È importante avere un collaudatore che abbia una visione più ampia e Dovi è bravo da questo punto di vista. È una delle persone interessate a riportare Yamaha sulla giusta strada, non è da poco fare parte di un progetto come il nostro, che ha potenziale ma è ancora complesso".
Foto: Yamaha MotoGP