Jorge Martin e Pecco Bagnaia hanno regalato grande spettacolo in questa stagione MotoGP, ma alla fine a spuntarla è stato il madrileno del team Pramac. La sua tenacia mentale gli ha consentito di tenere duro fino alla fine, nonostante la Ducati avesse scelto Marc Marquez nel team ufficiale per il prossimo biennio. Ha combattuto contro la squadra ufficiale e ha vinto, riuscendo in un'impresa storica che merita gli onori della gloria.
Vincere contro il team Ducati
Dietro il trionfo iridato di J
orge Martin si nasconde anche un impeccabile lavoro di squadra, a cominciare dal capotecnico Daniele Romagnoli. L'imminente scissione dalla Casa di Borgo Panigale è stato uno sprono in più per centrare l'obiettivo del titolo MotoGP. "
Adesso, sicuramente, si stanno mangiando le unghie, ma, in fondo, non è con me che devi parlarne", racconta il pilota madrileno. "H
o approfittato di quell'occasione per riunire la squadra... Ho preso le cose più come un’opportunità e non come una minaccia. Dici a te stesso: 'Va bene, che opportunità abbiamo davanti a noi?' Beh, un team satellite di 10-12 ragazzi può battere una fabbrica di 200. Quindi lavoriamo, nessuno ci darà niente e noi ce la faremo.' E alla fine, grazie a questo, sicuramente, sono riuscito a diventare campione del mondo".
L'impresa storica di Pramac
Forse non ha ricevuto la gloria che merita, compreso il salto nel team ufficiale Ducati. Forse non potrà ripetersi nel 2025, con un'Aprilia RS-GP che resta ancora una spanna dietro alla Desmosedici. Ma sicuramente l'impresa compiuta con Pramac ha un sapore quasi leggendario. "Sono stato l'unico pilota ad aver vinto un campionato MotoGP in un team satellite e c'è un motivo. Non è facile - sottolinea 'Martinator' in un'intervista a 'Marca' -. Ora ho capito cosa vuol dire essere un pilota ufficiale, cosa vuol dire avere 200 persone che lavorano per te, che ti ascoltano e in Pramac non era così. In Pramac avevo le mie 10-12 persone con cui lavoravo, non erano 200, erano 10. Quelle 12 persone valevano come 200 ed è quello che mi resta. Quella famiglia che abbiamo creato e quelle persone che hanno lavorato al cento per cento. Sono fantastiche".
Il futuro in Aprilia
Chiusa gloriosamente la stagione MotoGP 24, due giorni dopo
Jorge Martin è saltato sull'Aprilia, moto che guiderà per i prossimi due anni. Buone le prime impressioni, ma non sarà il favorito per il 2025. "
Non sono così convinto di poter avere successo con l'Aprilia. Sono convinto che daremo il 100% e non ho aspettative. La moto, quest'anno, è arrivata terza nella classifica Costruttori, non è stata la moto migliore e, da lì, cercheremo di migliorare... Dobbiamo vedere da dove ripartiamo e, da lì, che la fabbrica sia al cento per cento. Credo che il calore di tutta l'azienda e il cuore che ci mettono mi aiuteranno, sicuramente potremo fare cose bellissime".