Andrea Dovizioso si è ritirato dalla MotoGP nel 2022 dopo una parentesi poco proficua con il team WithU RNF Yamaha (ex Petronas SRT). Le cose andavano così male, che scelse di dire basta prima della fine del campionato: il gran premio a Misano fu l'ultimo della sua lunga carriera nel Motomondiale. Ma la casa di Iwata non si è dimenticato di lui e nel 2024 lo ha richiamato in qualità di tester. Tutto è nato a causa dei problemi fisici del collaudatore ufficiale Cal Crutchlow, però poi la collaborazione è continuata. L'esperienza del forlivese può essere una risorsa utile allo sviluppo della M1.
MotoGP, Dovizioso inascoltato da Yamaha: parla Forcada
Nella sua ultima avventura in sella alla Yamaha, Dovizioso ebbe l'occasione di lavorare con Ramon Forcada come capotecnico. L'ingegnere spagnolo ha raccontato qualcosa di molto interessante nel podcast Duralavita: "L'ultimo anno in cui ero in Yamaha, arrivò Dovizioso e fu un'opportunità fantastica che la Yamaha sprecò. Arriva un pilota tecnico davvero bravo, con un'ottima conoscenza della moto vincente, e non ne approfittarono. Cioè, non sfruttarono le informazioni che aveva Dovi. Ecco perché quando se ne andò a metà stagione disse: 'Mi sento sprecato. Non è che non mi prestino attenzione, è che non mi ascoltano'".
Il forlivese aveva alle spalle otto anni trascorsi in Ducati, che nel frattempo era migliorata tantissimo sotto la guida di un ingegnere straordinario come Gigi Dall'Igna e di tutti i suoi collaboratori a Borgo Panigale. Dovizioso è stato vice-campione del mondo nel 2017, nel 2018 e nel 2019, è un pilota molto tecnico e preciso: probabilmente Yamaha avrebbe fatto bene ad ascoltarlo di più, forse non avrebbe perso completamente la rotta per alcuni anni.
A Iwata hanno cambiato strada
Anche se in ritardo, la casa di Iwata ha deciso di dare una svolta netta per tornare ad avere successo in MotoGP. Sono arrivati nuovi ingegneri che hanno portato conoscenze e metodi di lavoro nuovi. La Yamaha è diventata più "europea" nella mentalità, quindi più aggressiva e aperta nel trovare nuove soluzioni. Prima aveva un approccio più conservativo che a un certo punto non ha funzionato più: serviva una rivoluzione per compiere dei progressi significativi.
Gli ultimi gran premi hanno detto che probabilmente è stata imboccata la strada giusta,
Fabio Quartararo è tornato a lottare per posizioni più all'altezza sua e del marchio che rappresenta. Purtroppo, un guasto all'abbassatore gli ha tolto una vittoria praticamente certa a Silverstone e
non sono mancate le lacrime per non aver raccolto un risultato che avrebbe meritato tantissimo, però quanto successo darà certamente una grande voglia di riscatto per i prossimi GP.