L'anno scorso
Fabio Di Giannantonio ha rischiato di restare senza un posto in MotoGP per il 2024. Il podio in Australia e la vittoria in Qatar hanno spinto il team VR46 a puntare sul giovane pilota capitolino, dopo che Luca Marini ha firmato con Repsol Honda. Dopo un inizio di stagione in salita, con tre ritiri nelle prime tre gare Sprint, potrebbe diventare la nuova punta di diamante della squadra di Tavullia, con Marco Bezzecchi sempre più orientato verso Aprilia.
Diggia si difende dalle critiche
12° in classifica al termine del campionato 2023, attualmente 'Diggia' è al 9° posto in sella alla Ducati Desmosedici GP23. Nonostante non abbia mai avuto il pacchetto migliore, riesce a districarsi tra i big della classe MotoGP con onore e coraggio, pur dovendo subire diverse critiche dall'esterno. "È sempre difficile per le persone a casa capire la situazione qui. Guardano semplicemente uno spettacolo in TV e non sanno cosa succede dietro le quinte", spiega il pilota del team Pertamina Enduro VR46 a Speedweek.com. "La maggior parte delle persone non sa come ti prepari per una gara e quante ore trascorri lavorando con la tua squadra. Ad essere onesti, non prendo questi commenti troppo sul serio. Naturalmente, le persone che ci supportano sono importanti per me, perché ci spingono come piloti e come squadra. Mi piace dimostrare che le persone hanno torto".
Il rapporto con i media
Le possibilità che le stelle siano allineate per il 2025 sembrano essere buone. Alla VR46 proveranno a trattenere Di Giannantonio, specie alla luce della possibile partenza di Bezzecchi. Non è inoltre escluso che possa godere di una Ducati ufficiale, se la partnership tra Ducati e Pramac dovesse sciogliersi, con la GP25 che verrebbe ridistribuita su una moto a testa per Gresini e VR46. Essendo l'attuale pilota numero uno del team, dovrebbe nascere tutto spontaneo...
Tra l'altro Fabio sta dimostrando di avere grandi qualità sia in pista che fuori, sempre molto equilibrato e leale nei commenti con la stampa, oltre che detentore di un'ottima dialettica. "Cerco di essere sempre me stesso. Come pilota della MotoGP davanti alla telecamera hai un po’ di potere. Penso che abbiamo anche il potere di ispirare i bambini piccoli. Il messaggio che voglio trasmettere è essere sempre se stessi. Certo ho cose buone e cose cattive, nessuno è perfetto. Do solo la mia opinione sulle cose che accadono".
Rispetto al passato i piloti sono molto più contenuti nelle dichiarazioni e
Di Giannantonio lo sa bene... "
Partiamo dal presupposto che più il campionato cresce, più diventa politicamente corretto. Questo è un bene perché alla fine rappresentiamo tanti marchi e poi è bene non avere troppe pagine. Ma come ho detto, a volte devi essere te stesso. È bello vedere che le persone a volte sono un po' diverse o "reali". In passato non si prestava molta attenzione alle parole, erano più liberi. Era fantastico. Sono sicuro che questo sia il motivo per cui a molte persone piaceva questo sport. Quindi a volte è bene essere più naturali".
Foto VR46