Danilo Petrucci chiude il tour de force dopo essere volato dagli USA alla Thailandia per partecipare ad un weekend di MotoGP in sella alla Suzuki GSX-RR. Finita l'ultima gara del MotoAmerica si è messo subito in viaggio verso il Chang Circuit ed ora ritornerà in Italia dopo una lunga esperienza tra la Dakar e la Superbike americana. Non è stato facile ritornare su un prototipo MotoGP ed essere competitivi, ha sfruttato la pioggia per compiere qualche giro ad alto livello, pur dovendo fare i conti con i limiti imposti dalla classe regina.
La pioggia non aiuta Petrux
Alla vigilia del GP della Thailandia sperava nella pioggia per ottenere un risultato discreto, ma è arrivata all'improvviso poco prima della gara.
Danilo Petrucci non ha avuto modo di provare con le gomme rain e si è ritrovato catapultato in uno scenario complicato. E con una moto diametralmente opposta alla Ducati Desmosedici che aveva guidato per sei stagioni. "
Speravo nell'acqua, ma speravo di fare almeno un warm-up sul bagnato. Partire così ad occhi chiusi...", ha commentato il pilota ternano. "
Quando c'era l'acqua all'inizio ho passato, ripassavo con gli ultimi. Poi ha iniziato ad asciugarsi e si è gonfiata la gomma anteriore, è stato difficile arrivare alla fine. Però non sono ultimo, ne ho lasciati dietro due o tre (Binder, Nagashima, Marini ndr).
Se era asciutto dovevo fare il cambio polmoni a metà gara, il flag to flag ai polmoni... Poi non c'era neppure una buca sulla pista (ride, ndr)".
Petrux in affanno con la MotoGP
La presenza di Petrux è un successo al di là del risultato finale. Al termine dei 25 giri della
tappa al Buriram ha concluso ventesimo, mettendosi alle spalle alcuni rivali. "
Ritornare in MotoGP è tosta anche se ho corso in altre discipline quest'anno. La MotoGP ha un'intensità impressionante, è una moto spaziale, frena in maniera bestiale, accelera che ti devi tenere fortissimo. E' stato difficilissimo in questo weekend, salire su una moto che non ho mai visto e opposta a quella che ho sempre guidato. Il team è stato fantastico, sono un pilota atipico e molto grande, anche per loro è stata una sfida... Se era asciutto potevamo stare più vicini". Ricorderà a lungo questo 2022... "
Undici mesi fa smettevo di correre la MotoGP, nove mesi fa stavo alla Dakar, l'altroieri ero in America. Non mi sembrava vero di essere sulla griglia con Suzuki".
Arrivederci a Phillip Island...?
Per essere competitivi in Top Class serve un allenamento su misura, ben diversa da quella necessaria per le Superbike, dove le gare sono decisamente più corte e meno intensive. "
Questa moto richiede molto, stamattina mi sono svegliato tutto fasciato, ci vuole una preparazione impressionante per guidarle e tirare fuori gli ultimi due o tre decimi". Nel GP d'Australia, fra meno di due settimane, potremo rivedere
Danilo Petrucci o ritornerà Joan Mir? "
Martedì o mercoledì sapremo come sta la caviglia di Joan Mir. Per adesso lascio le tute del team qui... Ora vado in vacanza, sono due anni che vorrei andarci. Ritorno a casa mia a Terni, non ricordo da quanto tempo ci manco".