MotoGP, cadute e infortuni sono il giusto prezzo dello sviluppo?

MotoGP
lunedì, 14 luglio 2025 alle 12:00
diggia
Nella gara MotoGP al Sachsenring più del 20% dei piloti non si sono schierati in griglia. Martin, Chantra, Bastianini e, da ultimo, Viñales e Morbidelli. Enea a parte (costretto ai box da un’appendicite), gli altri hanno dato forfait per infortunio. Una situazione solo apparentemente surreale, conseguenza di un rumore in crescendo: quello delle ambulanze che precedono i comunicati medici.

L’escalation delle cadute

I dati degli ultimi anni disegnano un quadro allarmante: il numero di cadute e, di conseguenza, di infortuni in MotoGP è aumentato in maniera significativa. Dal 2013, anno in cui la classe regina registrava meno di duecento cadute, queste sono aumentate progressivamente, quasi raddoppiando in un decennio. Anche proporzionandole al numero di gran premi (anch’essi aumentati nel tempo), l’escalation risulta costante: si è passati dalle c.a. 10 cadute in media per weekend del 2013, alle c.a. 15 del 2017, fino alle c.a. 17 del 2022. È inequivocabile: la MotoGP è diventata progressivamente sempre più rischiosa.

Non è colpa delle sprint race

Un’analisi affrettata potrebbe spingere a imputare l'aumento del rischio unicamente al numero crescente di gran premi. In otto anni, il calendario è passato da 18 a 22 appuntamenti. In aggiunta, dal 2023 sono state introdotte le gare sprint, che di fatto hanno raddoppiato insieme spettacolo e pericolo. Paradossalmente, però, queste ultime hanno contribuito al trend solo nel primo anno di introduzione, quando le cadute – a parità di numero di gare – sono state 23 in più rispetto al 2022. Secondo i dati diffusi da Dorna, il 2024 non ha mostrato una tendenza simile, sebbene il numero delle cadute resti comunque preoccupante nel confronto con il passato: 319, considerando tutte le sessioni. Leggera (e, si spera, non estemporanea) controtendenza spiegabile per lo più con l’adattamento dei piloti al nuovo format.

La vera causa è lo sviluppo?

La causa è da ricercare altrove. Le MotoGP sono diventate molto più potenti, veloci e complesse. Allo stesso tempo, le innovazioni aerodinamiche e l’elettronica sofisticata le hanno rese meno scorbutiche. Questo spinge i piloti ad essere sempre più confidenti nella ricerca del limite. Di contro, però, il limite stesso è diventato sempre più difficile da percepire, con la moto che lancia molti meno segnali rispetto al passato. Un’eco di preoccupazione che risuona da tempo attraverso le parole di Casey Stoner, che non smette di richiamare l’attenzione su come, paradossalmente, la facilità di guida delle attuali MotoGP consentaai piloti di spingere verso quel limite assoluto non più riconoscibile.

La sicurezza al centro dei cambiamenti del 2027

Nonostante l'escalation degli incidenti negli ultimi anni, è importante sottolineare che Dorna e la FIM siano costantemente attente alla sicurezza in MotoGP. Non si tratta solo di reazioni agli eventi, ma di una visione a lungo termine per rendere la classe regina sostenibile e meno rischiosa. Le modifiche in arrivo nel 2027 (motori con cilindrata ridotta, riduzione dell’aerodinamica e divieto dei dispositivi ride-height) mirano allo spettacolo e alla sostenibilità, ma anche e soprattutto alla sicurezza dei piloti. 

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