La stagione MotoGP potrebbe alzare il sipario
a luglio sul circuito di Jerez e
Andrea Dovizioso arriverà al primo round da vicecampione. Il pilota Ducati è nella sua Forlì da oltre due mesi e la notizia dell'inizio di campionato squarcia finalmente il buio dell'emergenza Coronavirus. "
Mi è mancata tanto la moto, le energie che usi sulla moto, l'adrenalina, il post allenamento. Sono situazioni molto forti", ha detto il Dovi in una video intervista al 'Corriere della Sera'. "
Ti viene a mancare una routine che ti sembra normale, ma quando viene meno te ne rendi conto ancora di più. E' stata dura a livello mentale, perché prima, durante e dopo l'allenamento, o quando ti approcci al week-end di gara vivi emozioni bellissime".
Ogni situazione ha vantaggi e svantaggi, compreso il periodo di quarantena. Non tutti i mali vengono per nuocere e il pilota MotoGP avrà sicuramente avuto il tempo per riflettere con calma. "
Da un lato questo periodo mi è piaciuto, perché fai sempre tanto e tutto di corsa, ma alla lunga diventa pesante - ha proseguito
Andrea Dovizioso -.
Per questo motivo molti piloti si ritirano quando sono ancora giovani e stanno vincendo. Il troppo non va mai bene... In ogni cosa ci sono pro e contro. I contro è che non puoi fare quello che vuoi. Però è stato positivo fermarsi a ragionare, mettere a posto tante cose nel capannone che prima non avevo il tempo di farlo".
PRESSIONE, SOFFERENZA E ISTINTO
Il forlivese dovrà anche discutere il rinnovo di contratto con Ducati. Una situazione che metterà ancora più sotto pressione il vicecampione iridato. "La fatica che uno fa per arrivare a certi livelli è tantissima. Si vivono tante situazioni difficili, pochi vincono, gli altri soffrono, una sconfitta è difficile da accettare... In MotoGP c'è tanta pressione e se non riesci a vincere diventa pesante. Devi prenderti dei rischi e i rischi comportano errori, che provocano dolore. Questo fa parte dell'essere pilota, devi gestire situazioni difficili e a livello estremo. Poi si sta alzando l'asticella, tutti gli sport si stanno evolvendo, l'intensità è più alta rispetto a 40 anni fa. Bisogna gestire queste paure che hanno il loro peso".
Da tempo
Andrea Dovizioso viene etichettato come pilota razionale e poco istintivo. Ma l'apparenza inganna: "
Per arrivare a certi livelli serve molto istinto. Io sono molto razionale, ma per restare così tanti anni al nostro livello e migliorare a questa età l'istinti ci vuole. La razionalità ti fa essere costante, ma c'è sempre l'istinto per proseguire e migliorare".
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