Un esordio mondiale davvero complicato per Keminth Kubo. Il giovane pilota Yamaha VR46 Master Camp ha dovuto affrontare già svariati problemi fisici in queste prime gare in Moto2. Al Mugello, al rientro dopo i postumi dell'intervento per sindrome compartimentale, è andata ancora peggio. La domenica mattina infatti è arrivata la notizia della scomparsa del papà. Una situazione difficilissima da affrontare, ma il pilota giappo-thailandese alla fine ha deciso comunque di correre, per omaggiare così l'amato genitore.
Foto: Yamaha Motor
"Ho scoperto al mattino che mio padre non c'era più" è stato il commento post GP di Kubo, 22° al traguardo. "Nel giorno peggiore della mia vita ho deciso di correre in sua memoria." Il rookie Moto2 è poi tornato subito a casa, in Thailandia, per stare vicino alla madre ed alla famiglia. Un GP duro anche per la squadra. "Sapere della scomparsa del padre di Kubo è stato uno shock per tutti" ha dichiarato il direttore sportivo Gelete Nieto. "Ma ha deciso di correre e gli siamo stati tutti accanto."