Massimo Rivola sale in moto ed è felice con un bambino sulle giostre. L'Amministratore Delegato Aprilia ha partecipato al ProDay a Misano e gli brillavano gli occhi. Non era un dirigente ma un pilota in mezzo a tanti piloti: professionisti ed amatori. Si è poi fermato ad ascoltare estasiato la musica della mitica Cagiva 500 GP 2T. Guarda qui ...
"Sono a bocca aperta a vedere la Cagiva di John Kocinski 4 cilindri 2 tempi - dice Massimo Rivola - per gli appassionati è uno di quei mezzi che restano nel cuore. Sono opere d'arte, un prodotto italiano, un orgoglio che portiamo in giro per il mondo. Mi diverto sempre ad andare in moto: salgo e sorrido. È l'effetto che fa a noi appassionati, in particolare se si guida un'Aprilia."
Massimo Rivola, da giovane gareggiavi?
"Da giovane ero il classico appassionato romagnolo che comincia con il motorino a 14 anni poi 16... facevo gare a livello amatoriale, sempre per divertirmi . Una volta si correva in modo molto amatoriale, oggi anche ma a livelli amatoriali si è molto più professionali. Era bello però, ci si divertiva, si conoscevano circuiti nuovi. Quando facciamo provare le moto ai nostri piloti e vedo cosa fanno dico "questi hanno veramente qualcosa in più, è giusto che vengano pagati perché hanno delle doti veramente speciali".
Oggi per i giovani è molto difficile avvicinarsi alle competizioni.
"Ora è importante riuscire a portare i ragazzini in pista senza svenare i propri genitori perché la pista è comunque un posto sicuro. Io sono un fan dei giovani: la passione c'è ancora. Noi dobbiamo mettere nella condizione di farla tirare fuori perché è tutto molto costoso. Non vorremmo che la moto fosse uno sport per ricchi poi è chiaro che tutti gli sport se si fanno a certi livelli sono costosi. La moto è uno di quelli che fai una scivolata e sono problemi. Da ragazzino andavo a raccogliere la frutta d'estate per correre, pagarmi la moto e tutto. Ora tanti hanno la fortuna di avere il papà che da una mano però la passione c'è e lo dimostra l'impennata delle vendite dopo il Covid. La gente la compra e dice "che figata".
La nuova entry level della Superbike è la strada giusta?
"La nuova entry livel della Superbike è una categoria fortemente voluta da me Massimo Rivola. Avevo fatto una promessa a Vinales quando era morto suo cugino (nella 300 ndr). Quella categoria è concettualmente sbagliata perché le moto che ci corrono sono dei cancelli, con tutto il rispetto. I ragazzi si trovano in 40 alla prima curva e danno tutti il cento per cento. Si aprono a sciame e qualcuno esplode. Non insegna nulla. La nuova categoria vedrà Aprilia certamente protagonista. Io ho insistito tanto per fare il Trofeo 660 in Italia e il vincitore Colombi è in testa a BSB quindi è formativa. La moto funziona ed il format lo stesso".
Manca un'Aprilia Supersport.
"Nel percorso tra la Sportbike e la Superbike ad Aprilia manca una moto di mezzo ma è così, non si può avere tutto".
Quando rivedremo un'Aprilia nel Mondiale Superbike?
"Io sono assolutamente contrario alla Superbike di adesso perché ha un regolamento stupido quindi non vedo il motivo per cui dobbiamo entrare in un campionato con dei prototipi di serie B, con tutto il rispetto. La Superbike dev'essere derivata dalla serie, punto. Quando faranno un regolamento stile Superstock noi saremo interessantissimi, adesso no. La speranza è che da quando nel 2027 dovremo calare le prestazioni della GP e concettualmente la GP deve andare 2 o 3 secondi più forte della Superbike questa dovrà cambiare regolamento. Mi viene da pensare che ci sarà un regolamento più stile Superstock. Il tempo di verrà incontro ma perché abbiamo ragione noi [ride ndr]".