Tanto tuonò che in Supersport piovve. Poche ore prima dell'inizio delle prime prove del sesto round in Repubblica Ceca i commissari tecnici della Federmoto Internazionale hanno imposto una limitazione di potenza alla Ducati Panigale V2 che aveva sbaragliato la scena sia a Misano che Donington. La FIM ha quindi esaudito l'appello delle squadre che ultimamente si erano lamentate
(leggi qui). Come funziona e che effetti ha la decisione, è spiegato nel capitolo qui sotto. I risultati verificati in pista sono stati abbastanza concreti, perchè nelle prove 1 sia Yamaha che MV Agusta sono tornate sotto. Ma allo scadere è stato
Yari Montella con la Ducati del team Barni a mettere tutti in regola. I tempi però sono ravvicinatissimi. Il BOP, cioè il Balance of Performance, in questa occasione sembra aver dato i risultati sperati,cioè portare equilibrio in una categoria che mette a confronto moto assai diverse per cilindrata, frazionamento e peso.
Come funziona la limitazione
Intanto bisogna partire dal fatto che in Supersport la centralina è unica, fornita dalla italiana Mectronik, e i commissari tecnici della Federmoto Internazionale vi hanno accesso illimitato, attraverso una porta dedicata presente su tutti i veicoli. Hanno quindi la possibilità di analizzare i dati di ogni pilota, in ogni sessione di ogni gara. Dall'esame compiuto dopo i round di Misano e Donington, stato deciso di limitare le prestazioni della Panigale V2, intervendo sulla fase di accelerazione. In particolare ci sarà una particolare limitazione dell'angolo di apertura dei corpi farfalla che interviene nel range di velocità fra 100 e 150 km/h. Quando la bicilindrica italiana è sotto oppure sopra questa fascia velocistica, il limitatore di apertura non interviene. Nota: in Superbike invece l'elettronica è completamente libera, per cui i Costruttori possono utilizzare centraline, software e cablaggi di qualunque fornitore, senza limiti di sviluppo.
Yamaha di nuovo in partita
E' stato un primo turno complicato, perchè condizionato da due interruzioni per ripulire la pista dopo le cadute di Niki Tuuli e Thomas Both-Amos, i piloti sono entrambi ok. Su un tracciato dove comunque la Yamaha se l'era giocata anche un anno fa, sia Valentin Debise (Evan Bros) che Stefano Manzi (Ten Kate) sono tornati a fare la voce grossa. Il lampo di Montella però ha riportato avanti la Rossa, anche se il margine è risicato: 160 millesimi al francese e 283 millesimi il ritardo del romagnolo ex Moto2. Riprendono vita anche le MV Agusta F3 800. Il tedesco Marcel Schrotter ha quinto tempo a 324 millesimi davanti a Federico Caricasulo a neanche quattro decimi. Nel mezzo c'è anche Adrian Huertas, il leader del Mondiale: quarto a 0"294 dal rivale diretto Montella. Si prospetta in
fine settimana eccitante.