Da un fenomeno all'altro: sarà Nicolò Bulega il nuovo mattatore Superbike? Il sospetto è lecito alla luce del verdetto della prima sfida dell'anno. Il più giovane nel box Ducati ufficiale ha sbaragliato la concorrenza infliggendo distacchi siderali a tutti, inclusi il campione in carica Toprak Razgatlioglu e il compagno Alvaro Bautista. A Philllip Island Bulegass un anno fa aveva battezzato il primo trionfo in top class, quindi il fattore Australia gioca molto a suo favore. Ma non dimenticate che aveva chiuso lo scorso Mondiale dal gradino più alto (a Jerez due vittorie su tre) e nel precampionato è stato imprendibile dovunque. Intanto festeggia il settimo trionfo iridato, il meno spettacolare ma il più carico di significati tecnici. Toprak ha limitato i danni, agguantando un secondo posto che vale oro, con la BMW equipaggiata con il telaio standard. Basterà per tenere testa a questa strepitosa Ducati?
I soliti tre
Gira e rigira i protagonisti sono gli stessi della stagione precedente. Ma l'inerzia, almeno qui in Australia, è cambiata radicalmente. La Ducati ora mena le danze, mentre la BMW privata delle super concessioni regolamentari è tornata sulla terra. Dopo la sparata della vigilia ("
Dorna non vuole farmi più vincere") Toprak si è schiacciato sotto il cupolino e nel finale è riuscito a tenere a bada la Ducati zavorrata (5 chili) guidata da Alvaro Bautista. Il turco temeva il crollo di gomma, invece nel finale si è ottimamente difeso dal tentativo di attacco dello spagnolo. Il caldo estivo (35 °C aria) non ha cambiato più di tanto le carte in tavola. Bulega aveva già 3"5 di vantaggio dopo tre giri e si è presentato al pit stop obbligatorio con 6"5 di margine guadagnati in nove passaggi. La seconda parte, con gomme fresche, è stata pura accademia per il marziano con il numero 11.
Andrea Iannone, che jella!
L'ex MotoGP era partito alla grande, incollandosi alla scia di Bulega. Tenere il ritmo sarebbe stato improbo, ma il podio era perfettamente alla portata di Andrea Iannone. Al secondo giro si è rialzato dopo la curva tre (malfunzionamento della frizione) sprofondando nella pancia del gruppo. Avendo la possibilità di sostituirla e dunque di mettere una pezza al bilancio di giornata, AI29 è arrivato faticosamente alla sosta e una volta ripartito è andato molto forte, salvando il sesto posto che lascia recriminazioni, ma è meglio di niente. L'abruzzese è stato preceduto da Danilo Petrucci e dal redivivo Scott Redding, di nuovo in palla appena risalito sulla Panigale.
Bimota, positivo ritorno in Superbike
Inferiore alle attese il bilancio di Andrea Locatelli, tradito dalla Yamaha: settimo. Bene la prima per la rientrante Bimota motorizzata Kawasaki, con Lowes ottavo davanti al compagno Bassani. Il programma della Superbike a Phillip Island proseguirà domenica 23 febbraio con la disputa della Superpole Race (10 giri) e di gara 2 (20 giri, con pist stop obbligatorio). Per le +10 ore di fuso orario lo show in diretta sarà in piena notte.
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