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Vatti a fidare dei pronostici: la Superbike nel trentennale di Misano aveva apparecchiato la sfida fra la
Ducati, che non vince il titolo dal 2011, contro la Kawasaki, padrona indisturbata (o quasi) dal 2015. Lo sfidante Scott Redding contro il vincitutto Jonathan Rea. Invece i 11.257 spettatori (in 3 giorni) hanno scoperto la vena di
Michael Rinaldi profeta in patria. In un colpo solo Michael Ruben (il secondo nome in onore della madre venezuelana) ha fatto vacillare la supremazia del Cannibale e messo in crisi il compagno di squadra, Scott Redding. L'ex MotoGP ha chiosato così il fine settimana del triplice quarto posto: "
Era meglio andare in spiagga".
Grazie Stefano Cecconi
Ma chi è Michael Ruben Rinaldi? Padre romagnolo, madre venezuelana, ha cominciato a correre grazie al supporto della Federazione italiana nel programma per le giovani leve. Nel 2015 correva con il team Puccetti nell'europeo 600, proprio in coppia con Toprak Razgatlioglu, che gli venne preferito anche per via della fortissima spinta del governo turco. Così Rinaldi aveva praticamente smesso, andando a fare l’operaio. La svolta è arrivata nel 2016 quando è entrato nelle grazie di Stefano Cecconi, a.d. di Aruba, proprietaria del team ufficiale Superbike (nella foto d'apertura). Lo hanno fatto crescere in Superstock (campione 2017), poi fatto correre nel 2018 con una terza moto ufficiale nel team interno di Melandri-Davies, ma solo nelle prove europee. Nel 2019 e 2020 eccolo poi, sempre via
Ducati, nei team Barni e Go Eleven: con questi ultimi (e la moto ufficiale 2019) è cresciuto molto vincendo la prima gara ad Aragon. E in inverno ha lasciato la fidanzata storica "
per pensare 100% alle corse".
"Erano scettici ma li ho zittiti"
La promozione in
Ducati ufficiale al posto di Chaz Davies (a Misano due cadute e un ritiro) aveva sollevato mugugni. Amplificati da un inizio sotto le attese, fra errori e sfortune varie, compreso la tamponata subìta in Portogallo costata il podio. "
Sui social hanno scritto che non meritassi il posto, che fossi un mezzo raccomandato, ma questo week end ho zittito tutti. Però è vero che fossi partito con il piede sbagliato, ero troppo convinto. I test invernali mi avevano dato fiducia e alle prime difficoltà sono andato in crisi. Ho resettato tutto, ora ho un altro approccio"Rinaldi ha margine?
Nel terzo round Mondiale Rinaldi è stato impeccabile: dopo il trionfo di sabato e quello nella gara sprint, è mancata la ciliegina sulla torta, ma con le temperature più alte le gomme Pirelli sulla
Ducati non erano efficienti come il giorno prima. "
Ero al limite quando Toprak mi ha superato. Provare a riprenderlo significava rischiare una scivolata". Ha scelto di non rovinare tutto, accontentandosi di finire alle spalle del turco e rimettendo in sesto la classifica offesa dai disastri di Aragon ed Estoril: è 5° a 67 punti da Rea. Non pochi, ma il Mondiale è lungo.
"Non sono pienamente soddisfatto, la Ducati ha margine, in frenata ho notato che Yamaha è meglio di noi".Ducati al comando nel mondiale Costruttori
Intanto il bottino di Rinaldi ha trascinato la
Ducati in vetta al campionato costruttori, con la Kawasaki a 4 punti: la Panigale V4 R va, ora serve che Rinaldi e Redding trovino continuità. Il britannico è uscito ridimensionato dal confronto col compagno. La rivalità interna fra l’ex MotoGP e il nuovo arrivato era già bollente, ora che il ragazzo riminese è esploso sarà anche peggio.
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