Chaz Davies

Superbike: Ducati V4R, a che punto siamo?

Ducati V4R, i piloti volano in Australia consapevoli che Jonathan Rea ha ancora un ampio vantaggio. "Solo in aprile sapremo dove siamo"

7 febbraio 2019 - 11:04

Ducati V4R, a che punto siamo? Alvaro Bautista e Chaz Davies volano in Australia per gli ultimi test (18-19 febbraio) e il primo round del Mondiale Superbike (23-24) consapevoli che, in questo momento, Jonathan Rea e la Kawasaki sono ampiamente in vantaggio. In quattro sessioni di test (Aragon, due volte Jerez e Portiamo) il Cannibale è sempre stato il più veloce. Spesso con vantaggio imbarazzante. Per la Ducati, adesso, è forse più importante capire quali siano i valori fra le inseguitrici: battere le Yamaha sarà molto difficile, sorprese potrebbero venire anche da BMW che con Tom Sykes è andata subito  forte, pur essendo laS1000RR in ritardo di sviluppo rispetto alle concorrenti.

“La V4R andrà forte, state tranquilli”

“Le classifiche dei test scaldano le discussioni fra appassionati ma dal punto di vista tecnico non offrono una situazione così attendibile” precisa Chaz Davies, tre volte vice iridato. “Dipende dalle condizioni della pista e dal programma di sviluppo che ogni squadra segue: a volte vuoi spingere ma non ci sono le condizioni ambientali, altre volte la pista è perfetta ma tu sei impegnato in un altro tipo di lavoro.  Comunque state sereni, il potenziale della Ducati V4R è molto alto. Adesso si tratta di adattarlo alle specifiche esigenze dei piloti.”

“Non siamo ancora pronti per vincere”

Alvaro Bautista debutterà in Superbike sullo stesso tracciato di Phillip Island dove l’ottobre scorso, sulla Ducati GP18 ereditata dall’infortunato Jorge Lorenzo, ha compiuto dieci giri al comando della MotoGP terminando quarto. “Devo essere realista, la V4R non è ancora pronta per vincere. Però stiamo lavorando duro, la squadra ha molta esperienza e il progetto secondo me è assai promettente, Ci serve solo un pò di tempo. Sono convinto che neanche Phillip Island darà un’immagine adatta dei valori in campo, è un tracciato molto particolare. E credo che sarà poco indicativa anche Buriram, dove troveremo sicuramente un caldo infernale. Penso che capiremo a che punto siamo in aprile: Aragon e Assen cominceranno a dire la verità”

 

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