Jonathan Rea, così non va: Misano e Superbike 2024 da incubo

Superbike
sabato, 15 giugno 2024 alle 19:00
jonathan rea misano superbike 2024
Vedere un Jonathan Rea in questo stato, fa male. In quella che per anni è stata la "sua" Misano, teatro della personale prima affermazione in carriera nel Mondiale Superbike (parliamo del 2009) e di ulteriori 7 centri a seguire su questa pista, ancor di più. Impalpabile, irriconoscibile, adesso persino sofferente, complice la contusione al polso sinistro ed alla mano, conseguenza dello spaventoso volo di Gara 1 al Curvone. Tuttora in forse la sua partecipazione alla Superpole Race e Gara 2 di domani, per JR65 è il momento di leccarsi le ferite e di opportune riflessioni. Cos'è che non sta funzionando in questa sua nuova avventura in Yamaha?

SUPERBIKE 2024 DA INCUBO

Quindicesimo in Superpole, mai realisticamente incisivo a Misano sin dall'inaugurale sessione di prove libere, fa riflettere. Ancor più pensando che,di fatto, non è che nei precedenti tre round la situazione fosse propriamente migliorativa. Finora si è corso su quattro tracciati diametralmente opposti tra loro (Phillip Island, Montmelò, Assen e Misano), con il comune denominatore di un Jonny ombra del cannibale che fu dei 6 titoli mondiali consecutivi. Qualcosa non torna, specie dopo test invernali dove, alla prima presa di contatto con la R1, andò fortissimo. Tra Jerez e Portimao, insieme ai "soliti" Bautista e Razgatlioglu, tra i più veloci (se non il più veloce) per costanza di rendimento. Vero: su questi due tracciati ancora non si è corso, ma nel frattempo non ha ancora sbrogliato la matassa della comprensione di una moto che non l'ha ancora fatta sua.

COSA NON VA

Risultati e rendimento sono chiaramente al di sotto delle sue stesse aspettative e quelle di un team ufficiale come Pata Yamaha Prometeon. La R1 non sarà riferimento indiscusso della categoria quest'anno, ma Andrea Locatelli ed un ritrovato Remy Gardner viaggiano. Il nordirlandese, per nulla, parlando di una "Situazione frustrante". Quasi senza spiegazione: forza, spinge, si aspetta un riscontro del cronometro che in realtà non arriva.

LA COMPRENSIONE DELLA R1 SUPERBIKE

Come ammesso dallo stesso 2 volte vincitore della 8 ore di Suzuka, il punto di forza della R1 resta la velocità in percorrenza di curva. Per massimizzarlo, bisogna avere tanto grip sugli pneumatici, viaggiar forte in curva e, a quel punto, rialzare in fretta la moto in uscita (lui tra le derivate dalla serie è sempre stato un grandioso interprete), guadagnando di conseguenza anche top speed. Difficile persino da riportare, figuriamoci a metterlo in pratica, specie se non sempre hai quel grip richiesto. Rea ha provato anche a cambiare il proprio stile di guida, senza successo. Un processo che sta richiedendo più tempo del previsto, tutto questo mentre gli avversari volano.

QUALE FUTURO?

Un Jonathan Rea in quinta fila non giova a nessuno: al diretto interessato ed a Yamaha stessa. Quel che resta è la reciproca fiducia di uscire fuori, in un prossimo futuro, da questa situazione problematica. Voci pazze che lo vorrebbero propendere per una scelta "alla Marquez", sposando un team clienti Ducati per il 2025, sono state rispedite al mittente. D'altronde il 6 volte iridato, parla la sua storia, non è mai scappato dalle difficoltà alla prima occasione utile.

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