Superbike Thai: Simulazione gara, Jonathan Rea 7 secondi più lento di un anno fa

Le novità regolamenti costano caro alla Kawasaki, anche se l'iridato resta impressionante

23 marzo 2018 - 15:15

Jonathan Rea è stato l’unico fra gli attesi protagonisti del round Thai del Mondiale Superbike a fare la simulazione sulla distanza di gara, 20 giri. Questo ci permette di fare interessanti paragoni rispetto al 2017, su un tracciato dove Kawasaki ha sempre vinto (sei su sei) e Rea vanta un bottino di cinque trionfi e un secondo posto (qui cronaca e tempi del venerdì)

HANDICAP – Abbiamo messo a confronto il cronologico di FP3 (30°C aria, 38°C asfalto) con quello di gara 1 di un anno fa, disputata in condizioni più calde: 35°C, 46°C asfalto. Non abbiamo preso un esame gara 2 perchè venne corsa su distanza ridotta, 16 tornate. L’handicap tecnico imposto alla Kawasaki è una riduzione di 1100 giri/motore, che ha costretto la squadra più vincente degli ultimi anni a cambiare drasticamente il carettere del motore e a rivedere la scelta dei rapporti del cambio, che sempre per regolamento  non possono essere modificati in tutto l’arco della stagione, si può agire solo su pignone e corona. “Sto cercando di ritrovare le stesse sensazioni del passato ma la Kawasaki 2018 è una moto diversissima” ammette Jonathan Rea. Vediamo dunque come va.

PASSO – Rea è partito molto più lento di un anno fa e nei sei giri iniziali ha accumulato 3″4 di gap. Poi invece è andato molto forte nella parte centrale della simulazione, in linea con il ritmo di gara 2017, con un leggero calo nel finale. Il risultato: Jonathan ha perso complessivamente 7″2, e abbiamo escluso dal conteggio il giro 12 condizionato da un piccolo dritto alla curva 3, che tra uscita e rientro ha fatto perdere sui cinque secondi. Nel 2017 Rea aveva dominato gara 1 vincendo con 6″2 di margine su Chaz Davies, 8″1 sul compagno Tom Sykes e 8″2 su Marco Melandri.

PREVISIONE – Quindi la domanda da porsi alla vigilia della terza sfida stagionale, sabato ore 10 italiane (le 16 locali) è quanto riuscirà ad andare la  Ducati  a sua volta penalizzata dal regolamento  di oltre 600 giri: il limitatore adesso è impostato sui 12.400.  In Australia Marco Melandri in gara 1 (l’unica senza pit stop obbligatorio) ha vinto migliorando  di 12″ secondi il tempo di Rea 2012, ma Phillip Island è un tracciato particolare che esalta le doti della bicilindrica. Il vero ago della bilancia sarà Buriram.

 

2 commenti

AldoVitelli91
7:03, 23 marzo 2018

Sig. Gozzi, molto interessante il confronto, anche a livello motoristico. Nel 2017, sullo stesso rettilineo, la Kawasaki di Rea andava 6-7 km/h più veloce (10 in alcuni casi). Le altre moto non sembrano aver fatto un passo indietro così grande. E’ solo una questione regolamentare o influiscono anche le condizioni della pista?

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