Luca Salvadori trionfa sulle stradine di Hengelo "Rischio e tecnica, il mio mondo"

In Pista
lunedì, 13 maggio 2024 alle 11:23
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È nata una nuova stella nell'universo delle corse su strada: Luca Salvadori. Il pilota milanese ha trionfato in sella alla Ducati del Team Broncos ed ha stabilito il nuovo record ad Hengelo, al debutto assoluto nell'IRRC. Che potesse essere protagonista non c'erano dubbi dopo le brillanti prestazioni alla Deruta-Castelleone, primo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Velocità Salita (leggi qui). Difficile immaginare però che potesse addirittura entrare nella storia con due vittorie al debutto ed il miglior crono di tutti i tempi. Un'immensa rivincita per Luca Salvadori che negli ultimi anni veniva spesso definito con sprezzo "solo uno YouTuber" sminuendo quello che invece è il suo grandissimo talento di pilota.
"Io e il team siamo andati ad Hengelo per vedere come funzionava il tutto, per prendere le misure, capire cosa avremmo potuto fare in una manifestazione su strada a livello internazionale come l'IRRC - racconta Luca Salvadori a Corsedimoto - dopo due turni abbiamo capito che avremmo potuto fare veramente il colpo grosso. Avevo la pettorina gialla che mi era stata in quanto ero un debuttante: da regolamento dovevo partire per ultimo, in coda agli altri, per non dare fastidio a quelli più veloci. Già al primo turno ero però tra i primi tre. Già da lì le nostre idee sono cambiate parecchio".

Luca Salvadori velocissimo fin dalla qualifica

"La pista mi è piaciuta tantissimo. Io mi sto rendendo conto che questa disciplina in cui ci vuole tecnica ma anche tanto pelo sullo stomaco è proprio quel mix perfetto per me. Con il team abbiamo fatto un lavoro incredibile. In qualifica, dopo aver messo a posto la moto, siamo riusciti a fare il miglior giro di sempre con due ruote ad Hengelo aggiudicandoci la prima posizione".

Le due vittorie

"Gara-1 l'abbiamo fatta e chiusa in modo impeccabile con il sorpasso subito al mio primo giro, nonostante un contro-sorpasso, e la vittoria. Sono riuscito ad imporre il mio ritmo, ad andare via e quindi è andata benissimo. Gara-2 invece è stata molto più combattuta: essendo una pista molto stretta nel momento in cui sei dietro è molto complicato riuscire a passare. Dopo aver studiato per alcuni giri il mio avversario davanti sono riuscito a fare un bel sorpasso all'interno della esse e non senza un gran rischio che si vedrà poi nei video"

Il primo posto in campionato mette tutti a tacere

"Ora siamo primi nell' Europeo al debutto e con il record della pista. Questa cosa non era mai successa a nessuno. Direi che è stato un week-end incredibile e mi ripaga un po' degli ultimi due anni in cui ho dovuto soffrire in silenzio senza poter esporre le mie ragioni, le mi sensazioni, quello che vivevo. Ho continuato a lavorare con molta calma per poi far parlare i fatti, com'è stato in questo caso. Per me è stata una bellissima e grandissima rivincita: dopo quello che è successo ad Hengelo credo non si possa più dire molto".

Hengelo pietra miliare del motorsport nordico

Il tracciato si chiama Varsselring venne inaugurato nel 1967. Nella configurazione attuale misura 4800 metri, sviluppandosi in stradine nella campagna olandese. La particolarità è la larghezza molto ridotta, appena otto metri, un pò com'era Assen dei tempi eroici. Per due decadi Hengelo era una delle numerose gare internazionali extra Mondiale e richiamava al via, attratti da lauti ingaggi, tutti i migliori dell'epoca.
Qui, fra gli altri, hanno gareggiato Jarno Saarinen, Barry Sheene e moltissimi altri di quell'epoca, anche Graziano Rossi, il babbo di Valentino. Nel 1981 la Honda proprio qui portò in pista il prototipo della Honda 4 cilindri quattro tempi Takumi Katayama, un esperimento che finì in un mezzo disastro tecnico. Luca Salvadori ha scritto il proprio nome in un albo d'oro d'eccellenza.
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