MotoGP, Zarco-Espargarò affilano le armi: “Ci spingeremo a vicenda”

Johann Zarco si pone l'obiettivo della top-10 nella gara in Qatar. Ma deve fare i conti con una KTM non ancora al 100% e un compagno di team ambizioso.

16 febbraio 2019 - 15:42

Johann Zarco non avrà vita facile con la nuova KTM, difficilmente potrà ambire al podio come avvenuto nelle due passate stagioni. Ma riparte dalle retrovie con un progetto molto ambizioso, un costruttore europeo pronto a darli tutto il supporto necessario, come si addice ad un team ufficiale. Ma la RC16 è una moto ancora giovane, alla ricerca di un buon assetto di base su cui lavorare. A Sepang la scuderia austriaca ha lavorato a 360 gradi in ogni area, con un occhio particolare all’aerodinamica, un settore finora troppo trascurato. Da qui potrebbero arrivare le principali novità per limare altri decimi sul giro e provare a dare l’assalto alla top-10.

KTM non è la Yamaha

Dalla prima uscita a Valencia all’ultimo giorno di Sepang Johann Zarco ha fatto passi in avanti. Al Ricardo Tormo era 21° con 1,7″ di ritardo dal miglior giro, a Jerez 19° con 1,9″ di gap, in Malesia 17° con 1,4″ di differenza dal giro record di Petrucci. Il distacco dalla vetta non è confortante, ma il francese è consapevole di dover lavorare ancora a lungo prima di potersela giocare con i big. “L’anno scorso ho combattuto diverse volte davanti. Occasionalmente, ero vicino a vincere. Ecco perché è stato più facile per me valutare il mio livello allora. Ora devo fidarmi delle mie capacità e credere in me stesso – ha detto a Speedweek.com -. Devo tenere a mente quello che sono. Devo offrire il 100% come pilota, anche se la moto non è al momento al 100% al livello delle migliori“.

Obiettivo top-10 in Qatar

Con Pol Espargarò ci sarà massima collaborazione e condivisione dati, ma anche competizione sana e costruttiva. “È molto veloce. Ha molte motivazioni, proprio come me. È certamente utile avere un compagno di squadra così forte. Ci spingeremo a vicenda a un livello superiore. È la legge della concorrenza. Se non ti piace, puoi rimanere a casa come pilota da corsa“. Rispetto alla Yamaha M1 avrà a disposizione una moto molto diversa, con telaio tubolare in acciaio e sospensioni WP. Ma non sarà questo a frenare la sua ambizione: “Il mio compito è guidare il più velocemente possibile e dare agli ingegneri dichiarazioni più chiare possibili. Anche se la moto è coperta da un cappuccio, devo fare lo stesso lavoro. Solo per i meccanici il lavoro è diverso. Non sono un meccanico. Quindi non posso dire molto a riguardo“. Difficile fare pronostici in questo momento della stagione, con i tempi dei test che sono puramente indicativi. Ma Johann Zarco ha un sogno per il Qatar: “Vorrei finire tra i primi 12 nelle qualifiche e nella top 10 in gara, basta fare un buon lavoro e avere un buon controllo della moto“.

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