MotoGP: deflettore Ducati ‘Santo Graal del downforce’

Il deflettore Ducati ha una chiara finalità aerodinamica. Un ingegnere della scuderia Alfa Romeo F1 spiega: "Dà più grip senza intervenire sull'assetto".

16 marzo 2019 - 16:47

L’appendice Ducati tiene col fiato sospeso il Motomondiale, in attesa di conoscere quanto prima il responso della FIM. Come sottolineato da Gigi Dall’Igna la scelta di appellarsi alla Corte di Ginevra significa non rispettare il ruolo ricoperto da Danny Aldridge, direttore tecnico della MotoGP. Ma qual è stato il commento del tecnico britannico all’indomani della gara? “Il regolamento attuale non specifica alcun controllo sugli attacchi al forcellone. Tuttavia, esiste un documento di orientamento aerodinamico a cui tutti i produttori lavorano, aggiornato di recente per delineare tra gli altri punti che gli unici scopi consentiti di qualsiasi attacco al forcellone sono il raffreddamento, la protezione dall’acqua e dai detriti“.

Sarà davvero finalizzato solo al raffreddamento lo splitter posizionato difronte alla gomma posteriore? I vertici Ducati inizialmente si sono detti convinti della loro tesi sul raffreddamento. Anche se nelle dichiarazioni successive ci sono andati con i piedi di piombo su una possibile funzione aerodinamica. “La dichiarazione Ducati sul loro dispositivo dice che è per il raffreddamento del pneumatico e quindi l’approvazione era basata solo su questo uso – ha aggiunto Danny Aldridge -. Ma gli altri produttori credono che il suo scopo principale sia quello di generare forze aerodinamiche. Questo non è permesso dalle linee guida“.

Il commento di un ingegnere di Formula 1

Sulla funzione aerodinamica non sembrano esserci più molti dubbi. Ali Rowland-Rouse, aerodinamico della scuderia Alfa Romeo Racing di Formula 1, non ha dubbi sul funzionamento del deflettore. “Si tratta di un dispositivo a tre elementi, a corto raggio, che garantirà un discreto carico aerodinamico quando la moto è in posizione verticale“, ha detto a Motorsportmagazine.com. “Riduce lo slittamento creando più carico sulla gomma posteriore. Ciò che è veramente intelligente è che tutti gli altri dispositivi aerodinamici MotoGP sono montati sulla carenatura. Quindi qualsiasi carico aerodinamico creato passa attraverso le sospensioni e bisogna compensare con molle più rigide. Ma questo dispositivo è montato su una parte non sospesa della moto, quindi qualsiasi forza creata va dritta nel pneumatico. Questo è il Santo Graal del downforce, perché ottieni un maggiore effetto sul grip senza dover compensare l’assetto della sospensione“.

Non per questo motivo il deflettore, secondo Ali Rowland-Rouse, è da mettere all’indice. “Le Ducati stanno andando molto forte con le regole. Stanno operando come una squadra di F1 e guardano a tutto. Quindi le altre fabbriche devono rendersi conto che devono anche saper giocare a quel gioco“. Adesso la patata bollente è nella mani della FIM. In caso di sanzione alla Ducati, qualcuno dovrà ammettere un vuoto tecnico tra i rappresentanti della Federazione, da cui è partito l’ok al dispositivo.

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1 commento

walterguzzi
17:38, 16 marzo 2019

certo la Volkswagen va “molto forte con le regole” il problema è che Aprilia l’aveva presentata prima ed era sta bocciata, come mai.

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