Superbike Aragon: Michael Rinaldi ha i top rider nel mirino

Il 22enne riminese è andato molto forte in Australia e Thailandia, su piste che non conosceva. Ad Aragon è pronto per cambiare ritmo

3 aprile 2019 - 9:00

Michael Rinaldi ha chiuso la sua prima esperienza di Mondiale fuori Europa senza commettere errori  e portando a casa 25 preziosissimi punti Mondiali.  Il 22enne riminese della Ducati Barni in classifica precede grossi calibri come Tom Sykes, Eugene Laverty e anche l’ufficiale Chaz Davies. Adesso, su piste che conosce meglio, Michael ha l’opportunità di cambiare passo e provare a migliorare l’ottavo posto che, al momento, rappresenta il suo “season best”.  Aragon è il tracciato perfetto per stupire: qui Rinaldi debuttò nel Mondiale l’anno scorso, finendo ottavo e settimo. Nel 2017, in Superstock, fece il vuoto scattando dalla pole. Qui gli orari in pista e in TV

I GRANDI NEL MIRINO

Aragon è una pista che mi piace molto e dove ho già vinto in passato” confida Michael Rinaldi. Per questo il mio obiettivo sarà cercare di fare ancora meglio rispetto alle prime due gare. Mi aspetto che anche i nostri avversari cresceranno e quindi migliorare i piazzamenti non sarà facile, ma credo che abbiamo tutte le carte in regola per farlo.”

BARNI IN CRESCITA 

Marco Barnabò, titolare del team Barni, si gode il momento: la squadra satellite Ducati ha appena sbancato il CIV Superbike a Misano con la doppietta di Michele Pirro. La struttura bergamasca sta dando una mano considerevole allo sviluppo della Ducati V4R. “A me piacciono le tappe extraeuropee della Superbike, ma devo ammettere che correre in Europa ha un altro sapore” dice Marco Barnabò. “Spero che, arrivando piste che conosciamo un po’ meglio, sia più facile trovare la strada da prendere per arrivare pronti alle gare. Ad Aragon Michael ha già corso e questo può aiutarlo a trovare il setup migliore fin dalle qualifiche. Dobbiamo cercare di mantenere il trend di crescita che si è visto nelle prime due gare, passo dopo passo vogliamo fare sempre meglio.”

Foto: Diego De Col

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