Jonathan Rea: “Non giochiamo ad armi pari”

Jonathan Rea incassa la quarta sconfitta di fila. Torna a parlare di eccessiva potenza Ducati e sul contatto con Bautista dice: "Normalissimo sorpasso"

16 marzo 2019 - 12:13

Jonathan Rea mantiene la calma, ma si vede che è incazzato nero. Qui a Buriram aveva vinto sei volte e pur migliorando di dieci secondi (!) il tempo sulla distanza di un anno fa se l’è giocata per appena metà gara. Quando la Ducati l’ha sfilato di brutto, in pieno rettilineo, Jonathan Rea e la Kawasaki hanno riposto le armi (qui cronaca e classifica). Alvaro Bautista sui 20 giri in programma è andato 18 secondi più forte rispetto al tempo di Rea 2018. Mostruoso.

“Non sono un tecnico, ma credo che ci siano una ventina di cavalli di differenza. Le gare le vedete, vi sarete fatti un’idea. Non mi sembra che ce la stiamo giocando ad armi pari.”

Bautista dire che l’hai puntato, come nel motocross...

“E’ stato un sorpasso normalissimo. Lui ha girato largo, ho visto spazio e mi sono infilato. Ho sentito che mi ha toccato, ma non credo ci sia niente da dire.”

Hai qualcosa da recriminare?

“Niente. La moto andava bene, la squadra ha fatto un lavoro splendido e anche io ho corso oltre il limite. Però non puoi fare venti giri così, quando ho visto che non ero in grado neanche di tenere la scia in rettilineo, ho mollato. Sulla distanza lunga battere la Ducati è impossibile.”

Significa che la gara sprint potrebbe avere una storia diversa?

“Forse. Per dieci giri posso tenere alta l’intensità, giocarmeli tutti al massimo. Io sono pronto al combattimento, non mi tiro indietro”. 

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