Un
fine settimana ad Aragon in cui ha confermato la sua crescita.
Francesco Mongiardo però mirava ancora più in alto, sperava di potersela giocare nel gruppetto di testa. Il campione 2022 del Trofeo Aprilia RS660, debuttante assoluto in un Europeo
Moto2 per lui ricco di novità, a questo punto della stagione è già un solido protagonista nei primi 10. Si sa però che l'appetito vien mangiando...
L'alfiere del Team Ciatti-Boscoscuro ora guarda a Valencia con fiducia e voglia di chiudere al meglio l'anno d'esordio, puntando ad un ulteriore passo avanti in classifica. Chissà, arrivando a giocarsi il podio? Al Ricardo Tormo è quasi un "round di casa", per Mongiardo è un altro motivo per fare bene. Abbiamo avuto modo di parlarci per farci raccontare la ripartenza, dai test alle gare: la nostra intervista.
Francesco Mongiardo, com'è andata ad Aragon?
La ripartenza è andata abbastanza bene. Devo dire che il primo contatto nei primi due giorni non è andato per niente male, poi in qualifica 1 ero provvisoriamente 7°, girando sempre da solo, finché non è arrivato un gruppetto di piloti che coi giochi di scie mi ha preso qualche posizione. Alla fine ero a 6 decimi dal 3°-4°, quindi bene. Purtroppo invece in qualifica 2 sono caduto e poi non sono più riuscito a migliorare.
Tocca poi alle due gare, come le valuti?
Non sono ancora molto pratico con le partenze... Ho proprio sbagliato in Gara 1 e mi sono ritrovato parecchio indietro, ma ho dato il massimo e ho concluso 8°. In Gara 2 sono partito un po' meglio e ho poi lottato con Mattia Rato e Mattia Volpi, ma secondo me ci siamo un po' rallentati.
Francesco Mongiardo, ormai però hai raggiunto un primo obiettivo, la top 10 costante.
Sì, però devo dire che sia io che il team ci aspettavamo qualcosa di più perché ne avevo il potenziale. In Gara 1 soprattutto, se fossi partito meglio, cioè senza perdere posizioni... Ero 9° per alcune penalità, quindi potevo benissimo lottare nel secondo gruppo di testa, quello dalla 2^ alla 6^ posizione. C'è un po' di rammarico, anche perché negli ultimi sei giri avevo i loro stessi tempi, forse ero anche un pochino più veloce! Sappiamo che il potenziale c'è e che si può fare, è arrivato il momento di farlo vedere. Non dico arrivare sul podio, ma almeno rimanere nel gruppo che se lo sta giocando, anche per imparare sempre di più e fare una gara molto più divertente.
Non dimentichiamo che hai comunque dovuto fare un grande cambiamento rispetto all'anno scorso. È già un bel passo avanti, no?
A livello di guida io mi sento già molto meglio. Aragon è stato il weekend che è andato meglio: ho fatto tanti cambiamenti io sulla moto, anche se non sono bastati per raggiungere i primi tre. Abbiamo fatto comunque un grande passo avanti: ero fisso tra i 15-18, arrivare a giocarmi la top 10 in qualifica è già stato molto bello. Ma devo continuare a seguire questa direzione, si vuole sempre di più!
Francesco Mongiardo, prima del fine settimana di gare c'erano stati i test.
Purtroppo non erano andati bene, ho avuto alcuni problemi fisici. Non guai muscolari, mi era mancata la preparazione fisica nell'ultimo mese. Dopo la settimana di vacanza che ho fatto ad agosto ho avuto un incidente in allenamento: la moto s'è distrutta, io ho preso un po' di botte e sono stato fermo una settimana. Diciamo che lì ho rallentato un po' il passo rispetto alla mia routine, quindi non ero al top. Chissà, se i test fossero andati in un altro modo forse anche le gare sarebbero state diverse... Ma è stata una grande motivazione nelle quattro settimane successive per arrivare preparato al weekend di gare.
A breve si va a Valencia, si chiude lì la tua stagione di debutto nell'Europeo Moto2. Aspettative?
Sono già andato a girarci anche con la R6, adesso che vivo in Spagna per me è diventata quasi una tappa "di casa". Cercherò di chiudere la stagione nel miglior modo possibile.
In chiusura: già definiti i programmi 2024?
Abbiamo parlato, ma per il momento non c'è ancora una firma, quindi non è deciso. Ci pensiamo dopo Valencia.