Secondo titolo nazionale consecutivo per Doriano Vietti che oggi non è più considerato
"il fratello di Celestino" ma è uno tra i principali protagonisti del motociclismo italiano. Dopo un 2023 positivo con il titolo nella
Pirelli Cup ed il quarto posto al National Trophy, quest'anno ha brillato nel Mondiale Endurance ed ha rivinto il trofeo Pirelli sull'Aprilia del Team RR. La sua carriera sportiva è in piena ascesa ed il motociclismo professionistico ormai non più solo un sogno.
"Quest'anno è andato tutto come speravo - racconta Doriano Vietti -
nella Pirelli Cup ho conquistato 2 vittorie, 2 pole position ed ho vinto il campionato. Purtroppo l'ultima gara, a Misano, è stata interrotta prima per due bandiere rosse e non ce la siamo potuta giocare fino in fondo. Mi dispiace per il finale, in particolare per Alessandro Torcolacci che si è infortunato e gli auguro una rapida guarigione. Il titolo comunque è meritatissimo visto che avevo tanti punti di vantaggio. Questo ha ancor più valore rispetto a quello del 2023 perché il livello era più alto. Ho lottato contro piloti quali Lorenzo Petrarca, Luca Vitali e Christian Gamarino. Riuscire a batterli è stata una grandissima soddisfazione. Le due vittore poi sono state veramente speciali e mi hanno dato una grandissima carica". Questo titolo nella Pirelli Cup lo dedichi a qualcuno in particolare?
"Al team RR che mi ha messo a disposizione una moto eccezionale, alla mia famiglia, agli sponsor ma soprattutto ad un mio carissimo amico. Senza di lui ora non sarei qui: ciao Manuel, è per te".
Doriano Vietti facciamo un passo indietro. Ad inizio anno i programmi erano diversi...
"Mi sarebbe piaciuto rifare il National Trophy e sono convinto che avrei potuto lottare per la vittoria. Purtroppo non è stato possibile per via del nuovo regolamento. Avevo pensato allora al CIV Superbike ma per farlo serve tanto budget, non è un mistero. Allora ho fatto la Pirelli Cup e sono contento della scelta. In più, pochi giorni prima della 24 Ore di Le Mans, mi hanno chiamato per il Mondiale Endurance e sono stato felicissimo. È stata quasi una sorpresa perché mi hanno chiamato in sostituzione di un pilota infortunato. Per altro ho partecipato anche alla 24 ore di Catalunya e mi sono classificato secondo". Sei stato di fatto uno tra i piloti rivelazione del Mondiale Endurance
"Alla prima gara subito il podio nella Stock, un risultato che non si aspettava nessuno. Poi ci siamo classificati ottavi a Spa e quinti a Le Castellet. Abbiamo terminato il Mondiale al quarto posto nella classifica Stock: un ottimo campionato. Personalmente mi sono trovato molto bene, sono stato veloce e non ho commesso errori: sono molto contento. L'anno prossimo rifarò sicuramente il Mondiale Endurance".
Farai anche il CIV Superbike?
"Ci stiamo lavorando. Piacerebbe sicuramente sia a me che al Team RR. Vediamo se sarà possibile farlo. Il CIV Superbike è il campionato di riferimento a livello italiano un po' sotto tutti gli aspetti, anche d'immagine".
A 27 anni il motociclismo professionistico non è più un sogno.
"Direi di no. In questo momento non faccio ancora il pilota a tempo pieno ma lavoro nell'azienda di famiglia. In più sono istruttore Pedersoli Riding School. Però mi piacerebbe che il motociclismo diventasse il mio lavoro. C'è tempo ma sto cercando di mettermi un po' fretta: è il momento di fare quello step".
Foto Dani Guazzetti