Chi vince il Mondiale Endurance? Restano 24 ore per decidere tutto

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martedì, 05 agosto 2025 alle 20:00
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La 8 ore di Suzuka si è confermata terra di conquista del Team HRC e prospetta un finale oggettivamente imprevedibile per il Mondiale Endurance motociclistico. Quattro team in corsa per il titolo FIM EWC, racchiusi in 15 punti, tutti dal rendimento altalenante. La 46^ edizione della "gara delle gare" potrebbe aver sancito la svolta della stagione 2025...

YART YAMAHA KO

Lo si voglia o meno, una delle foto di copertina di questa 8 ore è la debacle dei capo-classifica di campionato di YART, rimasti inaspettatamente a secco di punti. Seconda punta Yamaha per l'evento dopo lo squadrone Factory, una doppia-caduta ha precluso l'assalto al podio, riaprendo sul più bello i giochi-campionato. Dapprima un errore di Jason O'Halloran e successivamente una rovinosa scivolata di Karel Hanika, provocata dalla rottura del motore, hanno generato un bilancio nettamente in passivo per la R1 #7 in grado di sbancare la 24 ore di Le Mans lo scorso mese di aprile. La compagine austriaca dovrà dimenticare in fretta la trasferta di Suzuka, monitorando al contempo le condizioni di Hanika, nella carambola infortunatosi alla gamba destra, in vista del Bol d'Or.

BMW CI CREDE NEL FIM EWC

Il 20-21 settembre prossimi YART Yamaha si presenterà all'atto conclusivo con 1 solo punticino di margine su BMW Motorrad World Endurance Team, quinto (non senza rimpianti) nella memoria del piccolo Luca Guintoli. La M 1000 RR #37 si è mostrata competitiva come non mai all'esordio alle 8 ore con gli pneumatici Bridgestone. Markus Reiterberger, Steven Odendaal e Michael van der Mark potevano puntare al terzo posto, sfumato per un inconveniente alla pedana. La velocità in ogni caso resta, rinfrancata dal sesto posto di AutoRace UBE Racing Team e, non da meno, dalla doppietta di classe Superstock firmata Team Étoile e TONE Team 4413 EVA 02. Per il podio a Suzuka se ne riparlerà nel 2026, mentre nella più stretta attualità la casa dell'Elica andrà al Bol d'Or convinta del proprio potenziale. Inseguendo il primo titolo EWC nella sua storia.

SI RIVEDE YOSHIMURA SERT

Come spesso capita nelle competizioni di durata, chi sbaglia di meno viene premiato all’esposizione della bandiera a scacchi. Questo il caso di una ritrovata Yoshimura SERT Motul Suzuki. Nonostante una scivolata in avvio di Dan Linfoot, con una proverbiale costanza di rendimento i Campioni del Mondo in carica di specialità hanno avuto ragione di SDG Team HARC-PRO Honda per il terzo posto al culmine di un testa-a-testa protrattosi fino alla fine. "Prima degli altri", la GSX-R 1000R #1 (equipaggiata per l'occasione delle sospensioni ZF in luogo di Ohlins) festeggia così il secondo podio consecutivo alla 8 ore di Suzuka, il terzo nelle ultime 4 edizioni. Quel che ci voleva per superare un avvio di stagione al di sotto delle aspettative e rilanciare le personali quotazioni in ottica campionato.

LOTTA APERTA NEL FIM EWC

In virtù dei risultati maturati domenica sul leggendario circuito dell'ottovolante, Yoshimura SERT sconta 15 lunghezze nei confronti di YART, mentre Kawasaki Webike TRICKSTAR (-5) perde il secondo posto in favore di BMW. Rivelazione della 24 ore di Le Mans, nelle successive uscite la Ninja ZX-10RR #11 non ha lasciato il segno. Quinta lo scorso mese di giugno alla 8 ore di Spa, per l'intero weekend di Suzuka ha pagato dazio in termini di performance senza andare oltre un anonimo ottavo posto. Niente tuttavia è ancora perduto e per la finalissima del Bol d'Or ci sarà bisogno del miglior Christian Gamarino, lasciato a casa in via precauzionale. Matematicamente in corsa anche ERC Endurance (-20), undicesima facendo il possibile con le Dunlop nel feudo Bridgestone. Servirà un miracolo per F.C.C. TSR Honda (-30), uscita di scena anzitempo non dando seguito alla vittoria di Spa.

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