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ESCLUSIVA Yari Montella: “Stavo per dire basta… Ora punto al Mondiale Moto2”

Yari Montella, più motivato che mai, ha vissuto un'ottima prima stagione nel CEV Moto2 e guarda al Mondiale. E pensare che stava per fermarsi... L'intervista.

9 dicembre 2019 - 8:06

Fino al 2018 correva in Moto3, quest’anno la svolta. L’esordio nel CEV Moto2 è stato decisamente ottimale per Yari Montella. Lo testimoniano le tante prime file conquistate in qualifica, così come i risultati in gara. Spiccano in particolare due podi, oltre a piazzamenti spesso e volentieri in top 5. Niente male per un pilota che fino all’anno prima pensava addirittura di lasciare tutto… La ritrovata motivazione ed il passaggio alla Moto2 ora lo portano a sognare in grande: nel mirino c’è il Mondiale nel 2021.

Com’è andata questa tua prima stagione nel CEV Moto2?
Nel complesso bene, non solo come risultati ma anche a livello di velocità. Siamo riusciti a partire tre/quattro volte in prima fila e molto vicini al primo [Edgar Pons], che adesso disputerà il Mondiale. Abbiamo dimostrato di essere già ad un buon livello, anche se in gara ci è mancata un po’ di esperienza, assieme ad altri fattori. Ad inizio campionato poi ho avuto un problema al tunnel carpale, per il quale mi sono dovuto operare: a metà gara mi si addormentava la mano e non riuscivo più a guidare. In generale però siamo ad un buon punto, abbiamo a disposizione un mezzo molto competitivo, mi sono trovato molto bene con Speed Up ed il Team Ciatti.

Fino all’anno scorso correvi in Moto3. Com’è stato questo passaggio?
Chiaramente c’è grande differenza nello stile di guida. Devi essere svelto a cambiare il tuo modo di guidare, dalla frenata all’accelerazione, alla posizione in sella. Una volta che ti sei creato un tuo stile riesci a lavorare sul resto. Ho corso in Moto3 per parecchi anni, ma tra il mio peso e tanti altri fattori non sono mai riuscito ad esprimermi al meglio. Con la Moto2 invece ho trovato un mezzo che mi permette di fare quello che voglio. In questo momento mi sento in crescita.

Come mai questo cambio di categoria?
L’anno scorso, un po’ per mancanza di risultati, ero sul punto di dire basta. Non riuscivo a capire quale fosse il problema e quindi come risolverlo. A giugno dell’anno scorso avevo chiamato mio padre. “Guarda, facciamo che l’anno prossimo non corro più. È inutile sprecare tempo e soldi” gli ho detto. Sono poi andato in Australia per correre al posto di Antonelli: lì ho ritrovato la giusta motivazione, quella che ho tutt’ora e che anzi è cresciuta.

Possiamo dire che la tappa a Phillip Island è capitata al momento giusto.
Diciamolo, è stata proprio una botta di c… Sfortunatamente Antonelli si è lesionato, ma è stata una fortuna per me, visto che mi hanno subito considerato per sostituirlo. Mi sono presentato senza nessuna aspettativa. Mi sono trovato subito bene col team di Simoncelli: nelle libere sono riuscito ad essere abbastanza competitivo, anche se in gara ho avuto un problema. Il mio giro veloce però era simile ai tempi dei primi. Ci sono stati tanti fattori che hanno fatto scattare di nuovo quel qualcosa a livello di motivazione. Da quel momento abbiamo cominciato a lavorare in ottica 2019. Ci sono state varie porte che si erano aperte: alla fine abbiamo voluto provare la strada della Moto2. Per il momento non è andata male.

Affatto: in questa prima stagione nel CEV Moto2 hai chiuso come miglior rookie italiano.
Quest’anno siamo stati competitivi, ma ci siamo mangiati tanti punti… A cominciare da Gara 1 a Estoril: ero al comando e sono caduto. In Gara 2 a Barcellona ero secondo e sono finito di nuovo a terra, perdendo altri punti. Se non ci fossero stati questi errori da parte mia, il risultato sarebbe stato ancora più positivo. Da dire che questi errori ci stavano: essendo il mio primo anno, potevo permettermeli.

Su quale aspetto senti di dover lavorare di più? Qual è invece il tuo punto di forza?
Credo di aver peccato un po’ di costanza. Mi spiego: sono riuscito ad essere abbastanza costante, ma potrei esserlo ancora di più. Invece come aspetto positivo… Quest’anno sono andato bene sul giro secco, soprattutto in qualifica.

Il weekend migliore ed il peggiore di questo 2019.
Il peggiore è stato quello ad Aragón. In precedenza avevamo svolto dei test positivi ed eravamo ottimisti, poi la situazione è cambiata radicalmente. Non mi trovavo bene con la moto, consumavamo tanto le gomme… In gara avevamo trovato la quadra e stavo risalendo. Giravo sui tempi dei primi, ma il problema del tunnel carpale mi ha frenato. Ho dovuto rallentare, altrimenti non sarei arrivato a fine gara. I weekend migliori invece sono stati quelli a Barcellona e Jerez, nonostante le cadute in gara. Nel primo ci siamo anche giocati la pole position, nel secondo siamo stati sempre veloci.

Dove ti ritroviamo l’anno prossimo?
Sarò di nuovo al via con il Team Ciatti-Speed Up. Farò parte per un’altra stagione di questa squadra, lavorerò con le stesse persone ed avrò a disposizione una moto che conosco.

Quali sono gli obiettivi?
Punto al Mondiale Moto2 nel 2021. Per quanto riguarda i risultati nel CEV, non penso a vincere il campionato, che può dipendere da tanti fattori. Piuttosto voglio essere sempre competitivo. Dobbiamo mantenerci costantemente in lotta il sabato per le prime posizioni, per poi riuscire a battagliare per la vittoria in gara.

 

Foto di copertina: Manu Tormo

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