
Questo titolo se l'è dovuto sudare, faticando forse più del dovuto, ma senza dubbio adesso se lo può godere da meritevole campione se guardiamo alla classifica escludendo il format dello "Showdown". Oggi Tommy è campione in tutto e per tutto, ha reagito alle difficoltà di questi anni, ad un infortunio a 2011 in corso (caduto nell'olio lasciato da un'altra moto nel Warm Up di Oulton Park dopo la conquista della pole position), al miglior John Hopkins di sempre. Adesso è campione BSB, un campione a tutti gli effetti. "Per me è come una liberazione!", ha ammesso Tommy Hill. "Non si possono descrivere le sensazioni di questi momenti: sono sotto shock sia per la conquista del titolo, sia per la battaglia con John (Hopkins). E' stata sicuramente la stagione del British Superbike più competitiva di sempre ed io sono davvero felice di diventare campione proprio quest'anno e di farlo con una squadra che, dal 2009, non ha mai smesso di credere in me anche se abbiamo preso strade diverse nel recente passato. Non so cosa succederà nel futuro, per il momento voglio soltanto festeggiare questa vittoria".
Tommy Hill, che ha voluto dedicare questo trionfo alla memoria del suo grande amico Craig Jones (persa la vita proprio a Brands Hatch nel 2008), ha consegnato il primo titolo al team di Shaun Muir, riuscendoci in sella ad una Yamaha che lo ha accompagnato per gran parte della propria carriera. Nel 2004, fresco della vittoria nella Yamaha Virgin Cup 2003, aveva esordito nel BSB proprio con il team Virgin Yamaha di Rob McElnea, squadra con la quale ha militato fino al 2007 conquistando una Superpole da wild card nel Mondiale Superbike a Silverstone nel 2006. Dopo una comparsata nel Mondiale Supersport 2007 con la Yamaha ufficiale, nel 2008 passa a Honda Althea nella medesima categoria, ma di fatto non correrà mai per un doppio infortunio tra test invernali e al ritorno in sella al Nurburgring (centrato al via da Arne Tode). Nel 2009, promosso in Superbike sempre con la formazione capitolina, conquista qualche punto e nulla più: chiude quest'avventura "mondiale" e torna nel BSB part-time prima con Crescent Suzuki (vittoria sfiorata a Mallory Park in sostituzione di Sylvain Guintoli), successivamente proprio con il team Hydrex Honda (oggi Swan Yamaha) di Shaun Muir. Il resto è storia recente: nel 2010 è contendente al titolo con Crescent Suzuki, quest'anno centra l'obiettivo inseguito da 8 lunghissime stagioni. Arriverà presto una seconda chance nel mondiale?Loading