
Addirittura al primo giro dopo una gran partenza, Yukio Kagayama è incappato in una rovinosa caduta alla "SP in Corner" con conseguente corsa in Ospedale per diverse contusioni. Non è andata meglio ad Akira Yanagawa, scivolato quando si ritrovava in testa lasciando per strada 40", sufficienti per concludere soltanto al quarto posto davanti al compagno di squadra al Team Green Kazuki Watanabe, per l'occasione affiancato dal Tester Kawasaki Hidemichi Takahashi. Costretto al ritiro nel corso del 39esimo giro Shinichi Itoh, come alla 8 ore di Suzuka tornato eccezionalmente in gara a 2 anni dal ritiro annunciato nell'autunno 2011 affiancando Tatsuya Yamaguchi con la Honda #104 del TOHO Racing with Moriwaki. Con questi verdetti per l'All Japan Superbike l'appuntamento è ora fissato per il 28-29 settembre prossimi ad Okayama. Cronaca di Gara Con partenza "stile Le Mans" scatta la prima edizione della "Sugo 100 mile", appuntamento unico (un esperimento) dell'All Japan Superbike con 43 giri pari per l'appunto a 100 miglia da completare con previsto un pit-stop obbligatorio da 15", con o senza cambio-pilota. Grazie all'1'27"974 conseguito ieri nelle qualifiche ufficiali, il recente vincitore del round di Tsukuba e portacolori di Yoshimura Suzuki Takuya Tsuda scatta dalla pole affiancato da Katsuyuki Nakasuga e dal capoclassifica di campionato Takumi Takahashi, sempre con HARC-PRO Honda reduce dal secondo trionfo in carriera alla 8 ore di Suzuka. Dopo il consueto giro di ricognizione, Alle 13:59 locali in punto prende il via la contesa con il poleman Tsuda ad avere il miglior spunto da "centometrista", ancor più Kagayama che dalla quarta casella si trova in condizione di affiancare il compagno di marca e, all'esterno della staccata in fondo al rettilineo dei box, persino a portarsi al comando. Scatenato il buon Yukio, forse troppo: al celebre "Hairpin" Tsuda si riporta al comando, fa lo stesso Nakasuga per la seconda posizione alla "High Point Corner", entra in confusione ed in pieno ingresso della "SP In Corner" finisce a terra. Gara conclusa addirittura al primo giro per Yukio Kagayama e l'omonimo (suo) team, conserva la leadership Tsuda seguito come un'ombra da Nakasuga, terzo ora è Yanagawa con Takahashi e Yamaguchi a seguire. Considerato che si tratta pur sempre di una gara Endurance, i grandi protagonisti della JSB1000 preferiscono non correr rischi inutili offrendo ben pochi sorpassi nelle prime fasi di gara con Tsuda e Nakasuga a dettare il passo sotto all'1'29", Yanagawa sconta 1"3 dal duo di testa con Takahashi in scia, più distanziati nell'ordine Yamaguchi (4"7), Watanabe (7"0) e Fujita (8"4). Giunti al 9° dei 43 giri previsti, Takumi Takahashi cambia passo: 1'28"312, miglior riferimento cronometrico della contesa, sufficiente per ricompattare il poker di piloti in fuga. In prossimità dell'unica sosta in programma, con una sequenza di giri veloci Tsuda dà vita ad un primo tentativo di fuga testimoniato dal distacco di 1"7 conseguito da Nakasuga. Il Campione in carica sembra accusare qualche problema "sulla distanza", viene infatti sopravanzato per la seconda piazza da Yanagawa nel corso del 15° giro, il tutto quando il fuggitivo portacolori Yoshimura Suzuki inizia la lunga trafila dei doppiaggi nonostante vi siano più soltanto 17 moto rimaste in gara. Di questa gran confusione se ne avvantaggia Takahashi, con un "guizzo" alla staccata della curva 1 in fondo al rettilineo dei box bravo a sfilare Nakasuga puntando ora il mirino nei confronti della Kawasaki #87 di Yanagawa anche se Tsuda è letteralmente in fuga, porta a 1"9 il proprio margine nonostante tanto tempo perso per i piloti più lenti in fase di doppiaggio.
In prossimità della prima ed unica sosta ai box, nel corso del 20° giro cambia tutto: Yanagawa e Takahashi si rifanno sotto a Tsuda, non Nakasuga che perde progressivamente terreno. Pronti per i primi effettivi sorpassi della corsa? Non proprio perchè al 22° giro Takumi Takahashi inaugura il valzer dei pit-stop rientrando in 5° posizione dietro anche a Yamaguchi. Ben tre giri più tardi è invece la volta del leader Tsuda e, grazie all'ottimo lavoro del team Yoshimura, riuscirà a riprendere il via della pista proprio davanti a Takahashi di 2". Mentre si assiste all'eccezionale ritorno in sella nell'All Japan Superbike del leggendario Shinichi Itoh che rileva Tatsuya Yamaguchi con la Honda #104, là davanti Yanagawa e Nakasuga posticipano la sosta obbligatoria preventivata con il portacolori Yamaha YSP che si è rifatto sotto alla Kawasaki #87. Fin troppo impensierito dal recente poleman della 8 ore di Suzuka, Akira al 27° giro sbaglia tutto: nonostante un vantaggio di 1" sul suo più diretto inseguitore, incappa in una rovinosa scivolata alla staccata della curva 1 in fondo al rettilineo dei box. La "bandiera" Kawasaki nel motociclismo riuscirà a ripartire, ma dopo aver perso sostanzialmente 30", "salvato" dall'imminente sosta ai box al 28° giro. Rienta il portacolori del Team Green, rientra Nakasuga (senza cedere il testimone a Wataru Yoshikawa), si conclude così il valzer dei pit-stop con lo stesso Campione in carica che torna in pista al comando, ma incredibilmente con Tsuda e Takahashi subito in scia! Si prospetta così un esaltante "seconda manche" con il terzetto di testa racchiuso in un fazzoletto, dietro a loro invece Shinichi Itoh è costetto alla resa nel corso del 39esimo giro (dopo aver viaggiato a 2" sul giro dai migliori) mentre Akira Yanagawa recupera fino al quarto posto davanti al proprio compagno di squadra Kazuki Watanabe. Inizia così il "rush finale", ma non vi sono sorpassi, quantomeno fino al 37° giro: con un chirurgico attacco alla celebre chicane della 130R Takahashi guadagna la seconda posizione a scapito di Tsuda, prossimo ora a ripetersi su Nakasuga. Il giovane pupillo HRC le prova tutte, ma il pilota Yamaha YSP chiude tutte le porte e transita sul traguardo con soli 72 millesimi di vantaggio su Takahashi, 124 su Tsuda, incredibile finale dopo 43 giri, 100 miglia ed una sosta ai box, per un esperimento decisamente ben riuscito da parte della Motorcycling Federation of Japan.Loading