Quando la squadra di riferimento del mondiale 125cc decide di puntare su più piloti di differente nazionalità, con caratteri e trascorsi agonistici quasi all'opposto, il risultato è inevitabile. Era successo nel 2007 con Gabor Talmacsi ed Hector Faubel, si sta riproponendo la stessa situazione quest'anno al box
Aspar, con
Bradley Smith e
Julian Simon in rigoroso ordine di classifica in piena lotta per il titolo della ottavo di litro. La storia si ripete, così come la condivisibile e apprezzabile scelta di
Jorge Martinez: possibilità a tutti, nessun ordine di scuderia, nessun favoritismo.
I due anni che son passati dal 2007 non possono cancellare dalla memoria quanto accaduto. Hector Faubel, all'epoca pupillo di Martinez, valenciano in una squadra di Valencia, con una nuovissima Aprilia RSA. Sulla carta il "prescelto", nella realtà un pilota che nel corso della stagione ha avuto le stesse possibilità di Gabor Talmacsi, alla prima stagione con
Aspar, ungherese, con a disposizione solo una "vecchia" RS. L'epilogo è stato di quelli che non si dimenticano, specie all'interno del super-team iberico: a Valencia polemiche tra i due, rapporti finiti proprio in quell'occasione per alcune manovre che all'uno non sono piaciute all'altro e viceversa.
Alla fine vinse Gabor Talmacsi, lo "straniero". Quest'anno è
Bradley Smith a ricoprire questo ruolo così come quello di outsider, dopo che i test invernali proiettarono
Julian Simon quale grande protagonista e favorito. In seguito alle cinque gare è il rosso di Oxford a comandare i giochi, con i due che non si son ancora realmente confrontati. Gli unici duelli sono durati troppo poco o sono stati condizionati da problemi: a Jerez Simon è caduto dopo pochi giri quando, dopo una partenza difficile, aveva rimontato e "preso" il compagno di squadra. Due settimane or sono al Mugello sempre l'ex pilota della 250 è stato costretto ad alzare bandiera bianca, complice un motore della propria RSA a rischio flambè per le alte temperature di esercizio.
La sfida proseguirà questo weekend a Barcellona, con il solito duello per la medesima strategia al box
Aspar, voluta da
Jorge Martinez, condivisa da Gino Borsoi, Aprilia, sponsor e piloti: nessun ordine di scuderia. Ne guadagnano tutti (al momento), lo sport e lo spettacolo in primis.
Alessio Piana